{"id":9395,"date":"2015-02-09T08:59:41","date_gmt":"2015-02-09T08:59:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.communitymediaresearch.it\/?p=1231"},"modified":"2026-01-19T18:50:12","modified_gmt":"2026-01-19T17:50:12","slug":"le-ricadute-della-tecnologia-della-comunicazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.community.it\/en\/2015\/02\/09\/le-ricadute-della-tecnologia-della-comunicazione\/","title":{"rendered":"Le ricadute della tecnologia della comunicazione"},"content":{"rendered":"<p>La nostra \u00e8 una societ\u00e0 altamente \u201cpermeabile\u201d, oltre che \u201cliquida\u201d, per usare la nota categoria introdotta da Bauman. Permeabile perch\u00e9 l\u2019uso (e talvolta l\u2019abuso) dei nuovi strumenti di comunicazione travalica i confini delle sfere di vita, li penetra rendendoli pi\u00f9 labili. \u00c8 sufficiente osservare alcuni modi di agire quotidiani, nostri e di chi ci sta attorno, per rendersi conto di <strong>quanto sia sempre pi\u00f9 difficile separare i momenti e gli ambiti della vita<\/strong>. L\u2019uso del cellulare anche quando si \u00e8 a tavola con ospiti o in famiglia. Conversare ad alta voce al telefono quando si \u00e8 in luoghi pubblici, sul treno o in metro. Inviare messaggi o telefonare (magari senza vivavoce) finch\u00e9 si \u00e8 alla guida dell\u2019auto. L\u2019elenco potrebbe continuare a lungo e con episodi pi\u00f9 o meno sgradevoli che giungono alla maleducazione. Cos\u00ec,<strong> la sfera del lavoro si confonde con quella della vita familiare<\/strong>, perch\u00e9 possiamo essere reperibili da mail e messaggi anche nei week end o durante le ferie. L\u2019ambito lavorativo, a sua volta, si pu\u00f2 confondere con quello delle relazioni personali, grazie all\u2019utilizzo diffuso dei social network.<a href=\"http:\/\/www.communitymediaresearch.it\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/famiglia-al-pc.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-1523 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.communitymediaresearch.it\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/famiglia-al-pc.jpg\" alt=\"famiglia al pc\" width=\"248\" height=\"198\" \/><\/a><br \/>\nTutto ci\u00f2 indica, una volta di pi\u00f9, come<strong> gli spazi della nostra vita siano permeati dalla dimensione della comunicazione e dall\u2019utilizzo delle nuove tecnologie<\/strong>. E, per paradosso, nel mentre questi strumenti rompono i confini tradizionali dei nostri mondi, tendiamo a ricrearli nei micro-comportamenti. Quando telefoniamo o chattiamo in un luogo pubblico ci astraiamo, come se fossimo soli col nostro interlocutore. Caliamo in una sfera privata, e non ci rendiamo conto che altri sono vicini a noi, e ascoltano forzatamente le nostre confidenze. Quali siano le ricadute sulla vita quotidiana e sulla societ\u00e0 dell\u2019utilizzo delle nuove tecnologie della comunicazione \u00e8 l\u2019oggetto dell\u2019Indagine LaST. Ed \u00e8 interessante confrontare, a questo proposito, gli esiti con un\u2019analoga ricerca svolta negli USA, dove quegli strumenti sono adoperati da pi\u00f9 tempo. A prima vista non si riscontrano differenze assai significative. In Italia come negli USA, i primi tre aspetti messi in evidenza sottolineano dimensioni negative. Si ritiene che<strong> l\u2019uso di smartphone, social, internet <\/strong>e cos\u00ec via<strong> distraggano eccessivamente (68%<\/strong>, 69% negli USA<strong>), generino una societ\u00e0 pigra (64%<\/strong>, 76% negli USA<strong>) e logorino la comunicazione fra le persone (62%<\/strong>, 68% negli USA<strong>).<\/strong> Dunque, sono usati molto, ma prevalgono sentimenti negativi. Tuttavia, emergono anche alcuni aspetti che tracciano una diversit\u00e0 fra i due mondi e raccontano di condizioni molto diverse. <strong>La percezione che le nuove tecnologie della comunicazione abbiano migliorato la qualit\u00e0 della vita delle persone \u00e8 diffusa solo fra una leggera maggioranza degli italiani (57%)<\/strong>, mentre ci\u00f2 accade fra il 71% degli statunitensi. Che queste alimentino la creativit\u00e0 delle persone ottiene un consenso fra il 44% degli italiani, ma \u00e8 al 65% negli USA. Se la vita sociale \u00e8 accresciuta solo per il 21% in Italia, negli USA \u00e8 al 52%. Insomma, \u00e8 come se \u2013 nel nostro paese \u2013 non si percepisse l\u2019impatto di sistema che le nuove tecnologie hanno sulla societ\u00e0 e sul suo funzionamento. E d\u2019altro canto non potrebbe essere diversamente se consideriamo che in Italia l\u2019idea di smart city \u00e8 ancora un titolo pi\u00f9 che una pratica o che le semplificazioni generate dall\u2019utilizzo delle piattaforme tecnologiche (pensiamo alle pratiche burocratiche) hanno una diffusione limitata.<\/p>\n<p>I temi posti all\u2019attenzione degli interpellati mettevano in evidenza sia aspetti positivi che negativi circa le ricadute sull\u2019uso delle tecnologie della comunicazione. Per provare a fornire una misura di sintesi, sommando i diversi segni delle opzioni proposte, abbiamo ottenuto due profili che delineano gli atteggiamenti nei confronti di tali strumenti. I rispondenti si dividono, ma prevalgono chiaramente i<strong> \u201ccatastrofisti\u201d (56,2%)<\/strong> rispetto ai <strong>\u201cmiglioristi\u201d (43,8%)<\/strong>. I primi sono coloro che mettono in evidenza quasi esclusivamente le ricadute negative dell\u2019utilizzo delle nuove tecnologie della comunicazione. Si tratta di un orientamento presente soprattutto fra gli studenti, i residenti nel Centro-Sud e i diplomati. In particolare, \u00e8 inversamente proporzionale all\u2019et\u00e0: se \u00e8 molto diffuso presso le generazioni pi\u00f9 giovani, via via che si sale con l\u2019et\u00e0 esso tende a stemperarsi. Paradossalmente, proprio coloro che sono nati nell\u2019epoca digitale e sono socializzati a questo mondo, sono anche i pi\u00f9 critici e quelli che ne avvertono le ricadute peggiori. All\u2019opposto, i \u201cmiglioristi\u201d sono quanti intravedono in larga prevalenza conseguenze positive. I pensionati, i nordestini e i laureati sono i profili maggiormente presenti in questo gruppo. Ma il grado di apprezzamento \u00e8, specularmente ai \u201ccatastrofisti\u201d, direttamente proporzionale al crescere dell\u2019et\u00e0. Cos\u00ec, sono le fasce pi\u00f9 adulte a osservare ricadute positive sulla propria vita.<\/p>\n<p>Le novit\u00e0 introdotte dalle nuove tecnologie della comunicazione, dunque, ritrovano nelle generazioni pi\u00f9 adulte un pi\u00f9 elevato grado di apprezzamento, rispetto ai cosiddetti nativi digitali. <strong>La dimensione della scoperta e della novit\u00e0, il ricordo delle condizioni passate, fanno apprezzare di pi\u00f9 le possibilit\u00e0 offerte dalle innovazioni<\/strong>. Ma, forse, rendono pi\u00f9 vulnerabili, pi\u00f9 circuibili. Le generazioni pi\u00f9 giovani, proprio perch\u00e9 cresciute con questi mezzi, paiono esprimere una maggiore criticit\u00e0 e selettivit\u00e0. Le usano molto e con gratificazione, ma ne intuiscono la pervasivit\u00e0. E forse ne sono pi\u00f9 impermeabili di quanto non si pensi.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Daniele Marini<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La nostra \u00e8 una societ\u00e0 altamente \u201cpermeabile\u201d, oltre che \u201cliquida\u201d, per usare la nota categoria introdotta da Bauman. 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