{"id":5906,"date":"2018-10-08T12:42:51","date_gmt":"2018-10-08T12:42:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.communitymediaresearch.it\/?p=5906"},"modified":"2026-01-19T18:47:32","modified_gmt":"2026-01-19T17:47:32","slug":"indegine-last-il-lavoro-la-priorita-degli-italiani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.community.it\/en\/2018\/10\/08\/indegine-last-il-lavoro-la-priorita-degli-italiani\/","title":{"rendered":"Indagine LaST: Il lavoro la priorit\u00e0 degli italiani"},"content":{"rendered":"<p>Bipolarit\u00e0. Ovvero la convivenza di due tendenze opposte all\u2019interno di un medesimo ambito. \u00c8 la sindrome pi\u00f9 persistente e profonda che la crisi, ormai decennale, ci ha lasciato in dote. Si tratta di un fenomeno che attraversa diverse sfere ed \u00e8 testimoniato da molteplici riscontri. Nel sistema produttivo osserviamo la crescente separazione fra imprese che, da un lato, in questi anni hanno saputo resistere e aumentare la propria competitivit\u00e0; da quelle che, dall\u2019altro, hanno visto aumentare le difficolt\u00e0 o sono uscite dal mercato. Nella societ\u00e0 \u00e8 altrettanto evidente come la forbice si sia fatta pi\u00f9 netta fra quanti hanno conservato o migliorato la propria collocazione sociale, da coloro che invece hanno perso posizioni e potere d\u2019acquisto impoverendosi. Erosione che ha intaccato soprattutto il ceto medio.<\/p>\n<p>Il fenomeno della bipolarit\u00e0 non si \u00e8 fermato su questi piani e ormai ha ampiamente contaminato anche l\u2019immaginario collettivo. \u00c8 nota la distanza fra le conoscenze di un fenomeno da parte della popolazione e la sua oggettivit\u00e0 empirica (si pensi, per esempio, al tema dei migranti): la rappresentazione sovrasta la realt\u00e0, in buona misura determinandola. Sotto questo profilo, i nuovi strumenti della comunicazione (della politica, in particolare) stanno dettando le priorit\u00e0. Basti pensare a quanta parte della discussione pubblica, in questi mesi, si sia incentrata sul tema dell\u2019immigrazione, dei profughi e della sicurezza, piuttosto che sulle pensioni o sul reddito di cittadinanza. Tutto ci\u00f2 favorisce un circuito perverso che oggi vede il perno sulla comunicazione via social ripresa e amplificata dai quotidiani, dalle televisioni, da internet e dai talk show: in un processo che si autoalimenta, costruendo cos\u00ec una sorta di realt\u00e0 parallela rispetto ai problemi reali della vita quotidiana. Generando una bipolarit\u00e0 fra immaginario e realt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.communitymediaresearch.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/20181008_110545-1.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-5909 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.communitymediaresearch.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/20181008_110545-1-400x264.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"264\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.communitymediaresearch.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Stampa-p.15.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">La Stampa, 8 ottobre 2018<\/a><\/p>\n<p>Ma le priorit\u00e0 indicate dalla comunicazione (politica e mediatica) sono le medesime della popolazione? Una conferma all\u2019esistenza della bipolarit\u00e0 si riscontra quando si domanda agli italiani quale sia il problema pi\u00f9 importante l\u00e0 dove vive. La lista proposta va dagli immigrati, alla viabilit\u00e0, dal costo della vita all\u2019inquinamento e altri temi ancora. La questione che per tutti risulta essere in assoluto la pi\u00f9 importante nella propria realt\u00e0 \u00e8 il lavoro (38,1%), seguito a distanza da altri problemi posti quasi sul medesimo piano: inquinamento (15,0%), viabilit\u00e0 (10,9%), costo della vita (10,9%) e qualit\u00e0 dei servizi socio-sanitari (10,1%). L\u2019immigrazione (5,9%) e la criminalit\u00e0 (4,8%) sono collocati in fondo alla classifica, nettamente distanziati. Ovviamente, i problemi conoscono un\u2019intensit\u00e0 diversa rispetto al territorio di appartenenza, piuttosto che la condizione sociale. Cos\u00ec, le preoccupazioni per l\u2019inquinamento (20,4%) e il costo della vita (13,4%) ritenuto eccessivo sono avvertiti maggiormente al Nord. La viabilit\u00e0 (18,5%) \u00e8 una questione pi\u00f9 marcata in Centro Italia. La qualit\u00e0 dei servizi socio-sanitari \u00e8 un argomento pi\u00f9 vissuto dagli anziani (14,4%) e, in particolare, dai residenti nel Mezzogiorno (14,0%). L\u2019immigrazione e la criminalit\u00e0 sono avvertite come il problema prioritario da una parte assai contenuta degli italiani e in modo omogeneo lungo la Penisola. Ma verso i primi (immigrati) l\u2019attenzione \u00e8 un po\u2019 pi\u00f9 elevata nel Nord Est (8,6%) e verso la seconda (criminalit\u00e0) nel Mezzogiorno (6,3%). Ci\u00f2 non toglie che il livello di allerta sociale non sia elevato, anzi. Ma non sono considerati il \u201cproblema dei problemi\u201d, nonostante essi siano oggetto quasi quotidiano di comunicazione politica. Perch\u00e9, su tutti, \u00e8 la questione del lavoro a costituire il tema centrale. Lo \u00e8 maggiormente per donne (41,0%), giovani (41,5%), soprattutto nel Mezzogiorno (57,8%) dove polarizza di gran lunga l\u2019attenzione degli intervistati, oltre che per i disoccupati (71,4%). Purtroppo, stiamo assistendo anche in questo a un processo di bipolarizzazione. Lo testimoniano i recenti dati Istat sulle forze lavoro, dove la crescita di occupazione \u00e8 a favore dei pi\u00f9 adulti e sempre meno delle generazioni pi\u00f9 giovani. Dall\u2019aumento dei rapporti a tempo determinato su quelli pi\u00f9 stabili. Una ricerca di prossima pubblicazione (CMR per ALI \u2013 Magister Group) mette in luce come per ben quasi tre giovani (fino a 30 anni) su quattro (71,4%) l\u2019ingresso sul mercato del lavoro avvenga con forme contrattuali a tempo determinato e flessibili, in particolare fra i giovani con un titolo di studio pi\u00f9 elevato e chi trova un\u2019occupazione nel settore dei servizi e del terziario. Questa quota si riduce progressivamente nelle fasce d\u2019et\u00e0 successive, ma racconta di percorsi lavorativi che prolungano una situazione di incertezza sul futuro delle persone. Inoltre, rivela una divisione territoriale importante: nel Nord mediamente i due terzi dei lavoratori (62,4%) ha un contratto a tempo indeterminato, mentre cos\u00ec avviene per il 50,8% di chi risiede nel Mezzogiorno, dove incertezza sul futuro lavorativo e disoccupazione generano un mix preoccupante.<\/p>\n<p>Nonostante la centralit\u00e0 attribuita al lavoro dalla popolazione, tuttavia questo tema compare assai di rado nella narrazione e nella comunicazione (politica, in particolare, e di tutti gli schieramenti). Soppiantato da altre questioni sicuramente socialmente rilevanti, che scaldano il cuore e pi\u00f9 spesso agitano gli animi, ma non cos\u00ec altrettanto centrali. Il lavoro e la creazione di opportunit\u00e0 per l\u2019occupazione \u00e8 la vera porta per la cittadinanza, e non solo perch\u00e9 \u00e8 inscritto nel primo articolo della nostra Carta. Rendere il lavoro concretamente meno bipolare fra le generazioni dovrebbe stare al primo punto nell\u2019agenda politica, anche della comunicazione: meno post (sui social), pi\u00f9 posti (di lavoro).<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Daniele Marini<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Nota metodologica<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em>Community Media Research, in collaborazione con Intesa Sanpaolo per La Stampa, realizza l\u2019Indagine LaST (Laboratorio sulla Societ\u00e0 e il Territorio) che si \u00e8 svolta a livello nazionale dall\u201912 al 25 settembre 2018 su un campione rappresentativo della popolazione residente in Italia, con et\u00e0 superiore ai 18 anni. Gli aspetti metodologici e la rilevazione sono stati curati dalla societ\u00e0 Questlab. I rispondenti totali sono stati 1.427 (su 15.033 contatti). L\u2019analisi dei dati \u00e8 stata riproporzionata sulla base del genere, del territorio, delle classi d\u2019et\u00e0, della condizione professionale e del titolo di studio. Il margine di errore \u00e8 pari a +\/-2,6%. La rilevazione \u00e8 avvenuta con una visual survey attraverso i principali social network e con un campione casuale raggiungibile con i sistemi CAWI e CATI. Documento completo su <a href=\"http:\/\/www.agcom.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.agcom.it<\/a> e <a href=\"http:\/\/www.communitymediaresearch.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.communitymediaresearch.it<\/a><\/em><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Bipolarit\u00e0. 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