{"id":5896,"date":"2018-08-06T09:31:48","date_gmt":"2018-08-06T09:31:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.communitymediaresearch.it\/?p=5896"},"modified":"2026-01-19T18:47:34","modified_gmt":"2026-01-19T17:47:34","slug":"indagine-last-oltre-il-50-della-popolazione-senza-scala-di-valori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.community.it\/en\/2018\/08\/06\/indagine-last-oltre-il-50-della-popolazione-senza-scala-di-valori\/","title":{"rendered":"Indagine LaST: oltre il 50% della popolazione senza scala di valori"},"content":{"rendered":"<p>I valori sono la bussola dell\u2019azione quotidiana. Per una parte degli italiani prevalgono dimensioni edonistiche (22,0%: tempo libero, cura di s\u00e9, sport, amici). Per un\u2019altra spiccano i riferimenti radicati (21,5%: religione, famiglia, lavoro, impegno sociale). Ma per la porzione prevalente della popolazione (56,5%) quella bussola funziona relativamente. Di conseguenza, di fronte a una direzione confusa, i comportamenti si adattano al contesto incerto: ciascuno tende al fai-da-te, a una definizione tailor made dei valori. E, nel contempo, si cercano nuovi riferimenti che definiscano un punto di orientamento: che diano maggiori certezze. Cos\u00ec, sovranismo e populismo negli orientamenti politici; protezionismo e imposizione di dazi nella sfera commerciale, possono rappresentare una certezza nell\u2019incertezza. Sono queste le visioni che da alcuni anni soffiano con sempre maggiore insistenza in Europa e nel mondo occidentale. E si stanno diffondendo nell\u2019immaginario collettivo e nella costruzione delle nostre societ\u00e0.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 non significa siano l\u2019unica espressione possibile, ma il problema riguarda la sostanziale afasia, l\u2019incapacit\u00e0 di proporre \u2013 in questo momento \u2013 concezioni alternative e legittimate. La motivazione al diffondersi di parole chiave come \u201cprima noi\u201d, \u201cconfini\u201d, \u201csicurezza\u201d \u00e8 pi\u00f9 spesso attribuita agli effetti incontrollati della globalizzazione e alle logiche della finanza globale. L\u2019euforia che ha accompagnato l\u2019apertura, accelerata dalle nuove tecnologie, delle relazioni commerciali e produttive a livello planetario, ha permesso a quote pi\u00f9 ampie di popolazione mondiale di accedere a un maggior benessere economico, ma ha intaccato le risorse e le prospettive di una parte consistente di quanti quel benessere l\u2019avevano gi\u00e0 conquistato. Per usare una metafora, la torta (ricchezza) mondiale \u00e8 cresciuta proporzionalmente in misura inferiore rispetto all\u2019aumentare dei commensali. Di conseguenza, le fette della torta ripartite si sono ridotte per chi prima aveva fette pi\u00f9 grandi.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-5899 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.communitymediaresearch.it\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/grafico-400x350.jpg\" alt=\"\" width=\"394\" height=\"345\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.communitymediaresearch.it\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/La-Stampa_p.7.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">La Stampa, 06.08.2018<\/a><\/p>\n<p>Il passaggio cruciale della crisi nel 2008, ha generato una progressiva polarizzazione nell\u2019economia e nella societ\u00e0: una cesura che amplifica in misura crescente la distanza fra le imprese con performance positive da quelle che sono (e restano) in difficolt\u00e0; rottura che si palesa anche fra individui e famiglie benestanti da quelle che faticano ad arrivare a fine mese. Ricette economiche incomplete e troppo vessanti, ritardi nei processi riformatori del sistema paese hanno alimentato deprivazione e assenza di prospettive future, in particolare nel ceto medio che oggi vede le proprie condizioni economiche erose e l\u2019ascensore sociale bloccato. Di qui, sentimenti di rabbia, insofferenza e impotenza che trovano cittadinanza nelle idee di chiusura e protezione. Tuttavia, la sola spiegazione economica non \u00e8 sufficiente a decifrare il diffondersi di simili fenomeni. Gi\u00e0 Dahrendorf, nel dopo crisi 2008, ammoniva come le cause di quell\u2019evento trovassero origine nella dimensione etica, nel passaggio dal capitalismo di risparmio a quello di debito (Dopo la crisi: torniamo all\u2019etica protestante?, Laterza). Cio\u00e8 nelle mentalit\u00e0 e nelle culture che guidano le azioni degli individui.<\/p>\n<p>L\u2019ultima ricerca di Community Media Research (in collaborazione con Intesa Sanpaolo per La Stampa) ha cercato di esplorare la dimensione simbolica degli italiani: l\u2019orizzonte dei valori di riferimento che ispirano la vita degli individui. Ne scaturisce una gerarchia che vede primeggiare tre dimensioni: la necessit\u00e0 di costruire una cultura propria (88,8%), la famiglia (87,7%) e la cura della salute (86,3%). Dunque, al di l\u00e0 della dimensione degli affetti familiari \u2013 che nonostante tutto rimane un valore di riferimento imprescindibile \u2013 la necessit\u00e0 di costruire nuove mappe per interpretare il mondo attorno a s\u00e9, da un lato; e, dall\u2019altro, l\u2019attenzione alla salubrit\u00e0 costituiscono oggi i pilastri di riferimento per la grande maggioranza degli italiani.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 staccati vengono altri aspetti come il tempo libero (77,2%) e il lavoro (73,4%), seguito dagli amici (67,8%). Un peso minore ha l\u2019impegno sociale (50,9%) e il fare sport (36,5%). La religione (29,4%) \u00e8 collocata al fondo della classifica a segnalare come la dimensione del sacro non rappresenti pi\u00f9 il filo rosso della vita degli individui. Ovviamente, esistono differenze nella gerarchia dei valori sulla base delle et\u00e0 o della condizione professionale, ma non tali da sconvolgerla.<\/p>\n<p>Piuttosto, \u00e8 interessante considerare i legami esistenti fra i valori medesimi, cos\u00ec da definire le mappe cognitive. Emergono cos\u00ec due gruppi polari fra loro. Uno \u00e8 definibile come gli \u201cedonisti\u201d (22,0%) che hanno nel tempo libero, nella cura della salute, negli amici e nello sport i riferimenti principali. \u00c8 il piacere e il piacersi nella vita che ha nei ceti pi\u00f9 benestanti e professionalmente pi\u00f9 elevati, nelle fasce di et\u00e0 centrali (25-54 anni) i profili pi\u00f9 esposti. All\u2019opposto, e dallo stesso peso, incontriamo i \u201cradicati\u201d (21,5%) la cui mappa valoriale si fonda su dimensioni tradizionali: famiglia, lavoro, impegno sociale e religione. I ceti meno abbienti, le casalinghe, i pi\u00f9 anziani (oltre 65 anni) ma anche i giovani-adulti (35-54 anni) si addensano in questo gruppo. Ma \u00e8 la maggioranza della popolazione (56,5%) a denotare una difficolt\u00e0 a prefigurare una gerarchia valoriale: i \u201crelativisti\u201d. In questo caso, l\u2019orizzonte simbolico sembra essere sostanzialmente omogeneo: tutto \u00e8 (relativamente) importante, tutto si pone sul medesimo piano. Si opta per una strategia adattiva e tailor made, creando mappe valoriali adeguabili alle diverse situazioni. Tutti i comportamenti diventano, cos\u00ec, legittimati, plausibili.<\/p>\n<p>Il venire meno delle grandi narrazioni (ideologie) ha lasciato un vuoto nei riferimenti condivisi, oggi sostituito da un bricolage valoriale. In cui tutte le tradizionali autorit\u00e0 normative (dai partiti, alle associazioni di rappresentanza, fino alle figure professionali) hanno perso di legittimazione, e molti si sentono autorizzati a sentenziare, accusare,\u2026 Nel cambiamento d\u2019epoca che stiamo vivendo la vera sfida \u00e8 quella educativa e interpella tutti i mondi associativi e formativi: riscrivere la grammatica dei valori. Se come sosteneva Mandela \u201cio sono, perch\u00e9 noi siamo\u201d, dopo aver liberato l\u2019\u201dio\u201d dalle ideologie, va ricostruito un nuovo \u201cnoi\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Daniele Marini<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Nota metodologica<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em>Community Media Research, in collaborazione con Intesa Sanpaolo per La Stampa, realizza l\u2019Indagine LaST (Laboratorio sulla Societ\u00e0 e il Territorio) che si \u00e8 svolta a livello nazionale dall\u201911 al 15 aprile 2018 su un campione rappresentativo della popolazione residente in Italia, con et\u00e0 superiore ai 18 anni. Gli aspetti metodologici e la rilevazione sono stati curati dalla societ\u00e0 Questlab. I rispondenti totali sono stati 1.657 (su 14.426 contatti). L\u2019analisi dei dati \u00e8 stata riproporzionata sulla base del genere, del territorio, delle classi d\u2019et\u00e0, della condizione professionale e del titolo di studio. Il margine di errore \u00e8 pari a +\/-2,4%. La rilevazione \u00e8 avvenuta con una visual survey attraverso i principali social network e con un campione casuale raggiungibile con i sistemi CAWI e CATI. Documento completo su <a href=\"http:\/\/www.agcom.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.agcom.it<\/a> e <a href=\"http:\/\/www.communitymediaresearch.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.communitymediaresearch.it<\/a><\/em><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I valori sono la bussola dell\u2019azione quotidiana. Per una parte degli italiani prevalgono dimensioni edonistiche (22,0%: tempo libero, cura di s\u00e9, sport, amici). 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