{"id":5883,"date":"2018-05-28T10:35:45","date_gmt":"2018-05-28T10:35:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.communitymediaresearch.it\/?p=5883"},"modified":"2026-01-19T18:47:38","modified_gmt":"2026-01-19T17:47:38","slug":"la-societa-fluida-blocca-lascensore-sociale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.community.it\/en\/2018\/05\/28\/la-societa-fluida-blocca-lascensore-sociale\/","title":{"rendered":"La societ\u00e0 fluida blocca l&#8217;ascensore sociale"},"content":{"rendered":"<p>Un po\u2019 si muove, ma cos\u00ec lentamente che sembra quasi fermo. \u00c8 l\u2019ascensore sociale degli italiani. Che non si tratti solo di una percezione \u00e8 testimoniato dall\u2019ultimo rapporto Istat sul paese.<\/p>\n<p>Le caratteristiche ascritte, quelle derivanti dalle nostre origini, hanno un peso ancora oggi determinante nel prefigurare i percorsi biografici, scolastici e professionali. Meno di un quinto (18,5%) di chi parte dai gradini pi\u00f9 bassi della stratificazione sociale raggiunge una laurea e una misura ancora inferiore (14,8%) arriva a svolgere una mansione qualificata. Nonostante una societ\u00e0 fluida e altamente flessibile, malgrado le molteplici opportunit\u00e0 offerte dalle nuove tecnologie in termini di occupazione e inventiva. Anzi, proprio in virt\u00f9 di questo nuovo contesto competitivo caratterizzato da un\u2019epoca di cambiamenti radicali, le disuguaglianze tradizionali tornano ad assumere un peso di rilievo. Perch\u00e9 chi ha risorse familiari e reti di relazioni scarse, in assenza di un sistema di infrastrutture sociali stabile e strutturato, incontra maggiori vischiosit\u00e0 nei suoi percorsi. Detto altrimenti, se un\/una giovane non ha alle spalle una famiglia dotata di risorse economiche e relazionali significative, faticher\u00e0 assai a intraprendere percorsi formativi prolungati e fare investimenti in percorsi professionalizzanti (master, Erasmus, permanenze all\u2019estero,\u2026). Poich\u00e9 disponiamo di pochi strumenti e politiche finalizzate a redistribuire le opportunit\u00e0, e quelle che funzionano hanno risorse scarse, ecco che l\u2019unico trampolino (sociale) di lancio rimane la famiglia d\u2019origine, con il suo patrimonio materiale e immateriale. E con il contesto sociale ed economico di sfondo a costituire lo scenario all\u2019interno del quale i soggetti si muovono e trovano un capitale sociale spendibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-6503 aligncenter\" src=\"https:\/\/community.ingegneriareputazionale.com\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/LaStampa_LAST_28.05.18-300x234.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"234\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.communitymediaresearch.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/La-Stampa-p.-17.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">La Stampa, 28 maggio 2018<\/a><\/p>\n<p>\u00c8 sufficiente pensare a cosa accade se, malauguratamente, si perde il lavoro o se lo si cerca: in assenza di effettive politiche attive per il lavoro, di servizi per il ricollocamento e di sostegno al reddito, mancando un sistema nazionale di formazione continua, l\u2019onere ricade quasi interamente sugli individui e sulle famiglie. Sulla loro capacit\u00e0 di destreggiarsi e di individuare nuove opportunit\u00e0. Qualche dato? L\u2019intermediazione fra domanda e offerta di lavoro \u00e8 realizzata in Italia solo per il 4% (Eurostat) dai Centri per l\u2019Impiego pubblici (CPI). Per il resto, funziona il passaparola, la ricerca autonoma mediante le conoscenze familiari. Il 6% delle persone in condizione attiva (25-64 anni) frequenta un percorso di formazione o di riqualificazione, mentre la media europea si assesta al 10,5% (Istat, Eurostat). Dunque, nella necessit\u00e0 del \u201cfai-da-te\u201d, chi dispone di strumenti gode di un vantaggio competitivo rilevante. Viceversa, la prospettiva futura appare incerta. In questo senso, quindi, l\u2019ascensore sociale \u2013 rispetto ai decenni precedenti \u2013 appare sostanzialmente bloccato. L\u2019ultima rilevazione di Community Media Research ha inteso verificare quale fosse la percezione della popolazione in merito alla propria attuale appartenenza alla stratificazione sociale e rispetto ad alcuni anni or sono. Il confronto, poi, con un\u2019analoga rilevazione avvenuta nel 2016 consente a maggior ragione di verificare se siamo di fronte a fenomeni di mobilit\u00e0 o di immobilit\u00e0 sociale.<\/p>\n<p>Complessivamente, pi\u00f9 di due terzi della popolazione (70,3%) oggi si colloca in una classe sociale bassa e medio-bassa, mentre il restante 29,7% si situa nella parte pi\u00f9 alta della stratificazione sociale. Retrocedendo nel tempo, 5 anni fa gli stessi interpellati si posizionano nel 58,4% dei casi nella parte inferiore dei ceti sociali, mentre il 41,6% in quella superiore. Dunque, nell\u2019arco di un lustro, una parte considerevole degli italiani ritiene di aver subito una retrocessione sociale. Ci\u00f2 non significa esclusivamente un abbassamento di reddito, ma pu\u00f2 derivare dal rinunciare a opportunit\u00e0 o dall\u2019erosione dei risparmi o del patrimonio per mantenere il medesimo livello di vita. Il dato medio, come sempre, cela situazioni disomogenee che nel nostro paese si traducono in un divario territoriale che ha pochi eguali in Europa. Cos\u00ec, se nel Nord mediamente il 64,3% dei residenti \u00e8 nelle classi basse e medio-basse, analogamente avviene per il 74,4% di chi abita nel Centro-Sud (con il Mezzogiorno che raggiunge il 76,1%).<\/p>\n<p>Confrontando le auto-collocazioni nei due periodi \u00e8 possibile definire la mobilit\u00e0 sociale percepita degli italiani, ovvero come e se funziona l\u2019ascensore sociale. L\u2019esito ci consegna un paese in gran parte bloccato. Per quasi i tre quarti degli italiani (71,8%) l\u2019ascensore sociale rimane bloccato sempre allo stesso piano: nel periodo esaminato (2013-18) hanno avuto solo una mobilit\u00e0 orizzontale. Invece, per un quinto (21,4%) l\u2019ascensore sociale \u00e8 sceso verso il basso. Tale discesa coinvolge maggiormente chi ha un basso titolo di studio (31,3%), chi appartiene a un ceto basso (51,7%) \u00e8 disoccupato (32,8%) o fa un lavoro autonomo (32,8%). Soprattutto, interessa chi risiede nel Mezzogiorno (24,1%). Molto pochi (6,8%) hanno conosciuto una mobilit\u00e0 sociale ascendente e in modo pressoch\u00e9 esclusivo chi apparteneva al ceto medio-alto (30,0%). Il confronto con quanto rilevato nel 2016 permette di osservare che, in realt\u00e0, l\u2019ascensore si \u00e8 (lentamente) mosso. Nel senso che il percorso di discesa oggi coinvolge un novero di persone inferiore (21,4%) rispetto al 2016 (34,3%). Tuttavia, ci\u00f2 non si \u00e8 tradotto in un aumento di chi \u00e8 andato in salita (6,8%, 3,6% nel 2016), piuttosto sono accresciuti quanti sono rimasti fermi allo stesso piano: 71,8%, rispetto a 62,1% nel 2016.<\/p>\n<p>Se il PIL dell\u2019Italia cresce lentamente, l\u2019ascensore sociale non segue il medesimo andamento: il numero di persone in discesa \u00e8 s\u00ec inferiore rispetto a qualche anno fa, ma vede ampliare la platea di chi resta immobile, mentre la salita \u00e8 riservata a pochissimi. Ripresa economica lenta e mobilit\u00e0 sociale bloccata alimentano i processi di inclusione\/esclusione sociale e rinfocolano le disuguaglianze sociali. Sono i veri ostacoli da rimuovere velocemente per il nuovo governo alla guida del paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Daniele Marini<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Nota metodologica<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em>Community Media Research, in collaborazione con Intesa Sanpaolo per La Stampa, realizza l\u2019Indagine LaST (Laboratorio sulla Societ\u00e0 e il Territorio) che si \u00e8 svolta a livello nazionale dall\u201911 al 15 aprile 2018 su un campione rappresentativo della popolazione residente in Italia, con et\u00e0 superiore ai 18 anni. Gli aspetti metodologici e la rilevazione sono stati curati dalla societ\u00e0 Questlab. I rispondenti totali sono stati 1.657 (su 14.426 contatti). L\u2019analisi dei dati \u00e8 stata riproporzionata sulla base del genere, del territorio, delle classi d\u2019et\u00e0, della condizione professionale e del titolo di studio. Il margine di errore \u00e8 pari a +\/-2,4%. La rilevazione \u00e8 avvenuta con una visual survey attraverso i principali social network e con un campione casuale raggiungibile con i sistemi CAWI e CATI. Documento completo su <a href=\"http:\/\/www.agcom.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.agcom.it<\/a> e <a href=\"http:\/\/www.communitymediaresearch.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.communitymediaresearch.it<\/a><\/em><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un po\u2019 si muove, ma cos\u00ec lentamente che sembra quasi fermo. \u00c8 l\u2019ascensore sociale degli italiani. 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