{"id":5877,"date":"2018-04-30T10:25:04","date_gmt":"2018-04-30T10:25:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.communitymediaresearch.it\/?p=5877"},"modified":"2026-01-19T18:47:38","modified_gmt":"2026-01-19T17:47:38","slug":"italiani-e-lavoro-realizzazione-personale-autonomia-e-percorso-di-crescita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.community.it\/en\/2018\/04\/30\/italiani-e-lavoro-realizzazione-personale-autonomia-e-percorso-di-crescita\/","title":{"rendered":"Italiani e lavoro: realizzazione personale, autonomia e percorso di crescita"},"content":{"rendered":"<p>Il lavoro con la persona al centro. \u00c8 cos\u00ec che larga parte della popolazione lo vorrebbe. Dove la dimensione soggettiva prevale su quella collettiva. O, come si sarebbe detto un tempo, di \u201cclasse\u201d. A ben vedere, si tratta di un rovesciamento di prospettiva o, forse, di arricchimento: perch\u00e9 l\u2019una (soggetto) potrebbe coesistere con l\u2019altra (collettivo). La ricorrenza del 1\u00b0 maggio, dedicata a commemorare le lotte per le conquiste dei diritti dei lavoratori, dovrebbe essere un\u2019occasione di riflessione per comprendere i cambiamenti profondi sottesi in una delle dimensioni pi\u00f9 importanti nella vita delle persone. Il lavoro \u00e8 oggi un crocevia di trasformazioni e, nello stesso tempo, di contraddizioni. I cambiamenti hanno toccato il modo di lavorare, le organizzazioni delle imprese, i profili professionali. Tutto ci\u00f2 s\u2019\u00e8 riflesso sulla struttura sociale dei lavoratori. Alle tradizionali classi omogenee (operai, impiegati) si \u00e8 sostituita un\u2019articolazione di gruppi professionali innumerevole da elencare, frammentata al suo interno e di difficile rappresentazione. Ma le metamorfosi del lavoro non terminano qui, anzi.<\/p>\n<p>La Quarta rivoluzione industriale sta iniziando a dispiegare i propri effetti, e non solo all\u2019interno del sistema produttivo. I processi di digitalizzazione applicati agli ambienti lavorativi, l\u2019interazione uomo-macchina (che apprende) intervengono sulle mansioni e sulle competenze necessarie in modo radicale. Si sta aprendo un nuovo orizzonte per il lavoro o, meglio, per i lavori. L\u2019insieme di questi aspetti rende il suo futuro un ambito di sperimentazione interessante, ma nello stesso tempo rischioso. Perch\u00e9 pone il problema di una possibile polarizzazione fra inclusione ed esclusione dalla opportunit\u00e0 di avere una cittadinanza attraverso il lavoro. Ed \u00e8 qui che nascono le contraddizioni. Diversi giovani entrano sul mercato del lavoro con continue interruzioni e riprese, occupazioni sottopagate che impediscono loro di realizzare progettualit\u00e0 di vita. Altri ancora decidono di cercare maggiori fortune all\u2019estero. Le opportunit\u00e0 per loro sembrano ridursi rispetto alle generazioni precedenti, e ci\u00f2 genera un\u2019ansia sociale diffusa.<\/p>\n<p>La questione \u00e8 che la spinta nel rendere opportunamente il mercato del lavoro pi\u00f9 flessibile, non ha conosciuto un analogo impegno riformatore sul versante delle politiche attive sul lavoro, che avrebbero funzionato da bilanciamento. E tutti i problemi derivanti dal mancato incontro fra domanda e offerta, piuttosto che di un\u2019eventuale disoccupazione, ricadono esclusivamente sulle famiglie e sui singoli. All\u2019interno di un contesto cos\u00ec ricco di opportunit\u00e0 e di rischi, tuttavia, gli orientamenti verso il lavoro sono marcati da una dimensione prevalente: la soggettivit\u00e0, l\u2019attenzione alla centralit\u00e0 della persona. \u00c8 questo l\u2019esito principale dell\u2019ultima rilevazione di Community Media Research e segnala una profonda trasformazione culturale.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-6508 aligncenter\" src=\"https:\/\/community.ingegneriareputazionale.com\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/LaStampa_LAST_30.04.18-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.communitymediaresearch.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/LaStampa-p.7_indagine-LaST.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">La Stampa, 30 aprile 2018<\/a><\/p>\n<p>Il significato attribuito al lavoro dalla maggioranza degli italiani ruota attorno a tre aspetti: realizzazione personale (80,7%), autonomia (79,0%) e percorso di crescita (78,8%). Sono tutti elementi espressivi che rinviano a un\u2019idea di lavoro fatto di gratificazione (non solo economica, importante ma non esclusiva), dove le persone possano trovare una compiutezza alle proprie aspirazioni. Del poter sperimentare responsabilit\u00e0 e autodeterminazione. Nella prospettiva che il lavoro deve essere sempre pi\u00f9 legato a un percorso di crescita professionale, in grado di offrire una occupabilit\u00e0 futura alle persone. Si tratta di fattori diffusi, come dimostrano i punteggi, ma che vedono le donne, i giovani, chi svolge un lavoro autonomo e chi risiede nel Nord Est del paese coloro che pi\u00f9 di altri li sottolineano. All\u2019opposto, un\u2019immagine del lavoro come rigidit\u00e0 (17,1%), subordinazione (16,5%) o peso (14,5%) coinvolge una quota largamente minoritaria, e in particolare fra chi fa un lavoro manuale. Il riverbero di una prospettiva autorealizzativa sul lavoro \u00e8 riscontrabile anche sotto un altro profilo. Ipotizzando di poter scegliere, il 58,4% preferirebbe avere una vita lavorativa con prospettive di crescita professionale e di stipendio, anche se il posto di lavoro fosse meno sicuro, piuttosto che averne uno tutelato, ma senza prospettive di progressi lavorativi (41,6%). Se le condizioni lo consentono, si privilegia un\u2019occupazione che offra una opportunit\u00e0 di sviluppo delle proprie competenze, soprattutto fra le giovani generazioni e chi ha un titolo di studio elevato. Questi elementi aiutano a comprendere gli atteggiamenti selettivi dei giovani di fronte ad alcune opportunit\u00e0 di lavoro, presentate come occasione di occupazione, ma ritenute prive di prospettive. In questo senso, il lavoro \u00e8 divenuto una scelta, meno una necessit\u00e0. Ma a un\u2019aspettativa di potersi realizzare sul lavoro largamente condivisa, fa da controcanto una realt\u00e0 problematica. Sono proprio le giovani generazioni (22,1%), le donne (23,0%) e gli adulti oltre i 50 anni (25,1%) a essere le categorie ritenute maggiormente penalizzate sul mercato. Difficolt\u00e0 all\u2019ingresso, disparit\u00e0 di trattamenti economici ed espulsioni di lavoratori anziani sono i fenomeni che generano preoccupazione diffusa. Sono esperienze avvertite e talvolta direttamente sperimentate che alimentano un malessere sociale esteso.<\/p>\n<p>Trasformazioni e contraddizioni si rincorrono e si mescolano nel lavoro, ma trovano nella centralit\u00e0 assegnata alla persona un denominatore comune che ha spostato il baricentro dalla dimensione collettiva a quella soggettiva, minando le tradizionali fondamenta solidaristiche. Nell\u2019occasione del 1\u00b0 maggio (commemorazione non a tutti nota: il 78,7% sa che \u00e8 la festa dei lavoratori, ma il restante 21,3% l\u2019attribuisce ad altre categorie) servirebbe uno sforzo di riflessione in grado di trovare nuovi equilibri, nuovi diritti e doveri lungo l\u2019asse inclusione\/esclusione: magari ipotizzando forme di \u201csoggettivit\u00e0 solidali\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Daniele Marini<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Nota metodologica<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em>Community Media Research, in collaborazione con Intesa Sanpaolo per La Stampa, realizza l\u2019Indagine LaST (Laboratorio sulla Societ\u00e0 e il Territorio) che si \u00e8 svolta a livello nazionale dall\u201911 al 15 aprile 2018 su un campione rappresentativo della popolazione residente in Italia, con et\u00e0 superiore ai 18 anni. Gli aspetti metodologici e la rilevazione sono stati curati dalla societ\u00e0 Questlab. I rispondenti totali sono stati 1.657 (su 14.426 contatti). L\u2019analisi dei dati \u00e8 stata riproporzionata sulla base del genere, del territorio, delle classi d\u2019et\u00e0, della condizione professionale e del titolo di studio. Il margine di errore \u00e8 pari a +\/-2,4%. La rilevazione \u00e8 avvenuta con una visual survey attraverso i principali social network e con un campione casuale raggiungibile con i sistemi CAWI e CATI. Documento completo su <a href=\"http:\/\/www.agcom.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.agcom.it<\/a> e <a href=\"http:\/\/www.communitymediaresearch.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.communitymediaresearch.it<\/a><\/em><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il lavoro con la persona al centro. \u00c8 cos\u00ec che larga parte della popolazione lo vorrebbe. Dove la dimensione soggettiva prevale su quella collettiva. 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