{"id":5844,"date":"2018-02-19T12:06:18","date_gmt":"2018-02-19T12:06:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.communitymediaresearch.it\/?p=5761"},"modified":"2026-01-19T18:47:45","modified_gmt":"2026-01-19T17:47:45","slug":"italiani-multimediali-ma-tradizionali-nel-formarsi-opinioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.community.it\/en\/2018\/02\/19\/italiani-multimediali-ma-tradizionali-nel-formarsi-opinioni\/","title":{"rendered":"Italiani: multimediali, ma tradizionali nel formarsi opinioni"},"content":{"rendered":"<p>Attenti alle vicende della politica nazionale, pi\u00f9 di quanto non si pensi. Utilizzatori multicanali nell\u2019informazione, ma l\u2019opinione si forma soprattutto tramite i media tradizionali, e segnatamente i quotidiani. Potrebbe sintetizzarsi in questo modo, a pochi giorni dalle elezioni, il comportamento prevalente degli italiani nell\u2019aggiornarsi sui fatti politici. La campagna elettorale e le iniziative collegate spingono inevitabilmente le persone a un maggiore interesse verso l\u2019offerta dei partiti, le proposte dei leader e i loro programmi. Da diverse settimane siamo immersi, e spesso anche sommersi, da comunicati, prese di posizione, interviste e presenze televisive. Con i candidati pronti a rilasciare dichiarazioni sugli eventi clamorosi di giornata, ma assai meno sui temi di prospettiva per il paese (economia, lavoro, infrastrutture, demografia). \u00c8 praticamente impossibile non venirne a contatto. Ci\u00f2 non di meno, la volont\u00e0 di comprendere e districarsi nelle contorte vicissitudini della politica risulta significativamente elevata presso la popolazione.<\/p>\n<p>Come dimostra l\u2019ultima rilevazione di Community Media Research pi\u00f9 di un terzo degli italiani (37,1%) s\u2019informa costantemente su quanto accade nell\u2019arena politica, cui si somma il 41,9% che segue, sebbene pi\u00f9 in generale: in qualche misura, tende l\u2019orecchio, \u00e8 attento, ancorch\u00e9 in modo pi\u00f9 distaccato. In ogni caso, complessivamente quasi quattro quinti degli italiani (79,0%) dichiara un coinvolgimento verso i temi politico-elettorali. Con qualche differenza di orientamento: le categorie pi\u00f9 attente sono soprattutto i maschi, gli adulti rispetto ai giovani (bench\u00e9 anche fra questi la prevalenza segua in generale i fatti politici), chi \u00e8 pi\u00f9 istruito e soprattutto chi \u00e8 deciso ad andare a votare.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.communitymediaresearch.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/La-Stampa_p.5.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Continua a leggere<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-5773 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.communitymediaresearch.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/testate_giornalistiche2-400x208.jpg\" alt=\"testate_giornalistiche2\" width=\"400\" height=\"208\" \/><\/p>\n<p>Poi viene il 16,0% la cui attenzione \u00e8 pi\u00f9 discontinua: il dibattito politico \u00e8 come un rumore di fondo, che si confonde con altri temi, ma che non attrae pi\u00f9 di tanto. Infine, una quota marginale (5,0%) dichiara di non avere tempo per aggiornarsi o \u00e8 totalmente disinteressato all\u2019argomento. Quindi, gli italiani \u2013 seppure in diversa misura \u2013 sono attenti alle questioni politiche pi\u00f9 delle solite rappresentazioni. Ma nell\u2019epoca dei nuovi strumenti tecnologici della comunicazione, con quali modalit\u00e0 e attraverso quali mezzi s\u2019informano e poi si creano le opinioni su questi temi? I due aspetti (informazione e opinione) non sono identici: se la prima \u00e8 di pi\u00f9 immediata fruizione, la seconda richiede tempo e spazi per sedimentarsi. I risultati, infatti, dimostrano l\u2019esistenza di comportamenti differenziati.<\/p>\n<p>In primo luogo, non c\u2019\u00e8 un unico canale privilegiato, ma sono una pluralit\u00e0 di fonti a contendersi il primato, quasi a pari merito: internet (26,5%, ma non i social che si fermano al 14,9%), la TV (24,8%) e i quotidiani (22,7%). Gli italiani mescolano gli strumenti informativi, dimostrando un atteggiamento proattivo, non accontentandosi di privilegiarne uno rispetto a un altro.<\/p>\n<p>In secondo luogo, se raggruppiamo le tipologie di fonti, otteniamo che gli <em>Old Media<\/em> (quotidiani, TV, radio: 53,5%) assieme hanno ancora la preminenza sui <em>New Media<\/em> (internet, social: 41,4%) come fonti cui attingere le notizie politiche. Con qualche differenza significativa: agli <em>Old Media<\/em> sono pi\u00f9 affezionati gli adulti (oltre 45 anni) e chi \u00e8 deciso ad andare a votare; mentre ai <em>New Media<\/em> guardano con favore i pi\u00f9 giovani (fino a 44 anni), gli studenti, chi \u00e8 disilluso della politica ed \u00e8 indeciso sul voto. Molto pochi, invece, si affidano alle reti delle <em>Relazioni Sociali<\/em> (associazionismo, familiari, colleghi: 5,1%) per ottenere news sulla politica.<\/p>\n<p>In terzo luogo, l\u2019esito cambia se osserviamo la modalit\u00e0 con cui gli italiano formano la propria opinione. La tripolarit\u00e0 precedente muta il peso di ciascun fattore e si aggiunge un quarto punto. I quotidiani assumono la leadership (25,6%) incrementando il loro valore, seguiti da internet (22,4% che perde leggermente peso) e dalla TV (18,2% anch\u2019essa in calo). Cresce molto, invece, il ruolo della famiglia e degli amici (13,8%) dove la possibilit\u00e0 di dialogo e confronto \u00e8 maggiore. Cos\u00ec, nel complesso, gli <em>Old Media<\/em> perdono lievemente d\u2019intensit\u00e0 (49,6%), ma restano saldamente il primo riferimento con i giornali al top della classifica, soprattutto fra i pi\u00f9 adulti (oltre 45 anni). Perdono di importanza, invece, i <em>New Media<\/em> (29,3% e segnatamente i social), seppure in misura minore fra giovani, studenti e indecisi al voto. Viceversa, le reti di <em>Relazioni Sociali<\/em> accrescono fortemente il loro peso (21,1%) nel contribuire a formare le opinioni (in particolare familiari e amici), soprattutto fra i pi\u00f9 giovani. Dunque, informazioni e opinioni seguono percorsi complementari, ma diversi, anche fra le diverse parti della popolazione. Con due sorprese paradossali. Da un lato, al calo di diffusione dei quotidiani, sostituiti dalla velocit\u00e0 delle notizie in rete, non corrisponde una perdita nella capacit\u00e0 di determinare le opinioni. Anzi, ne detengono la leadership. Per converso, la pervasivit\u00e0 dei social \u2013 ormai presi a riferimento dagli stessi organi d\u2019informazione \u2013 come strumento di comunicazione, in realt\u00e0 hanno un peso inversamente proporzionale nell\u2019orientare le opinioni. Piuttosto \u00e8 internet in generale \u2013 e per questo ancor meno delimitabile \u2013 ad avere un ruolo importante.<\/p>\n<p>L\u2019approssimarsi della scadenza elettorale nazionale il prossimo 4 marzo rende il tema dell\u2019informazione tema ancor pi\u00f9 scottante, in particolare in Italia. Non solo gli attori politici sono particolarmente sensibili alle presenze televisive, regolamentata dalla normativa fino al parossismo, ma anche la popolazione segue con maggior interesse le vicende politiche. Informazioni e opinioni percorrono strade integrate, ma difformi. Sono le opinioni, per\u00f2, che orientano le scelte: e per maturare hanno bisogno di contesti in cui esercitarsi, in relazione con altri. Come creare un\u2019opinione, nella societ\u00e0 dell\u2019informazione pervasiva, \u00e8 la sfida educativa del futuro.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Daniele Marini<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Nota metodologica<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em>Community Media Research, in collaborazione con Intesa Sanpaolo per La Stampa, realizza l\u2019Indagine LaST (Laboratorio sulla Societ\u00e0 e il Territorio) che si \u00e8 svolta a livello nazionale dal 9 al 22 gennaio 2018 su un campione rappresentativo della popolazione residente in Italia, con et\u00e0 superiore ai 18 anni. Gli aspetti metodologici e la rilevazione sono stati curati dalla societ\u00e0 Questlab. I rispondenti totali sono stati 1.482 (su 13.384 contatti). L\u2019analisi dei dati \u00e8 stata riproporzionata sulla base del genere, del territorio, delle classi d\u2019et\u00e0, della condizione professionale e del titolo di studio. Il margine di errore \u00e8 pari a +\/-2,5%. La rilevazione \u00e8 avvenuta con una visual survey attraverso i principali social network e con un campione casuale raggiungibile con i sistemi CAWI e CATI. Documento completo su <a href=\"http:\/\/www.agcom.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.agcom.it<\/a><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Attenti alle vicende della politica nazionale, pi\u00f9 di quanto non si pensi. Utilizzatori multicanali nell\u2019informazione, ma l\u2019opinione si forma soprattutto tramite i media tradizionali, e segnatamente i quotidiani. 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