{"id":5839,"date":"2017-12-22T14:12:57","date_gmt":"2017-12-22T14:12:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.communitymediaresearch.it\/?p=5505"},"modified":"2026-01-19T18:47:49","modified_gmt":"2026-01-19T17:47:49","slug":"italiani-e-religione-in-crescita-chi-non-si-riconosce-in-nessuna-fede","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.community.it\/en\/2017\/12\/22\/italiani-e-religione-in-crescita-chi-non-si-riconosce-in-nessuna-fede\/","title":{"rendered":"Italiani e religione: in crescita chi non si riconosce in nessuna fede"},"content":{"rendered":"<p>Le festivit\u00e0 natalizie fanno scattare in prima istanza, nel discorso mediatico, un meccanismo ormai consolidato: come andranno le spese delle famiglie in regali, cibo e vacanze? Come andranno i consumi?<\/p>\n<p>Non solo a causa delle difficolt\u00e0 di quest\u2019ultimo decennio, il Natale \u00e8 annoverato fra gli indicatori dell\u2019andamento dell\u2019economia. La dimensione religiosa della ricorrenza, e non sempre, si declina nell\u2019intimit\u00e0 familiari, nel privato, o confinato alle comunit\u00e0 dei credenti. Eppure, la religiosit\u00e0, cos\u00ec come l\u2019ideologia politica, costituiva un universo di valori per le persone. Un insieme di norme che contribuiva a guidare l\u2019azione dei singoli. Permetteva la costruzione di un senso comune in cui identificarsi e conformarsi. Offriva un fine, un obiettivo condiviso per la costruzione della societ\u00e0 e del suo futuro. In altri termini, religiosit\u00e0 e ideologie erano le narrazioni delle comunit\u00e0 che (e di come) si sarebbero dovute costruire. L\u2019uso dei verbi al passato non \u00e8 casuale. Perch\u00e9 da tempo tali pilastri hanno perso la loro valenza. La dimensione religiosa \u00e8 attraversata da tensioni profonde, e non da oggi. Gi\u00e0 all\u2019inizio degli anni \u201960, il sociologo Sabino Acquaviva evidenzi\u00f2 una \u201ceclissi del sacro\u201d nelle nostre societ\u00e0 e l\u2019affievolirsi del trascendente nella vita quotidiana delle persone. All\u2019orizzonte comune dei valori religiosi di riferimento, si \u00e8 progressivamente sostituita una loro declinazione individuale che oggi definiremmo <em>tailor made<\/em>, dove ognuno ritaglia su di s\u00e9 la morale religiosa in una sorta di \u201cfai-da-te\u201d. Tant\u2019\u00e8 che siamo in presenza di \u201cun singolare pluralismo\u201d morale e religioso, cos\u00ec come definito da una ricerca curata da Garelli, Guizzardi e Pace (Mulino) nel 2000.<\/p>\n<p>A distanza di quasi 20 anni da quell\u2019indagine, sono ancora mutate la religiosit\u00e0 e la spiritualit\u00e0 degli italiani? Community Media Research ha ripercorso alcuni dei temi sugli orientamenti religiosi degli italiani. Pur con tutte le cautele del caso dovute alla brevit\u00e0 di un sondaggio, tuttavia il raffronto con quanto rilevato all\u2019inizio del secolo evidenzia come i processi di trasformazione allora rilevati si siano approfonditi. E, in generale, la societ\u00e0 italiana mostri evidenti segni di una progressiva erosione della dimensione del sacro. Le dichiarazioni di appartenenza religiosa raccontano che la maggioranza della popolazione italiana si dichiara ancora oggi cattolica (60,1%). Largamente minoritari sono quanti appartengono ad altre famiglie religiose (dagli islamici, ai buddisti, dagli ebrei alle altre cristiane o non cristiane: complessivamente il 6,5%). Per contro, un italiano su tre (33,4%) non sente di appartenere ad alcuna confessione religiosa.<\/p>\n<p>Fin qui, dunque, l\u2019Italia parrebbe un paese popolato da cattolici. Se \u00e8 cos\u00ec, tuttavia, tale quota decresce significativamente dal 2000 di ben 19,1 punti percentuali, quando allora era stimata al 79,2%. Tale travaso, per\u00f2, pi\u00f9 che andare a vantaggio di altri gruppi religiosi, va ad alimentare l\u2019area della non-appartenenza: il 33,4%, contro il 18,8% del 2000. Quindi, la religiosit\u00e0 cattolica coinvolge ancora una larga fetta della societ\u00e0 italiana, ma \u00e8 in progressiva contrazione. Non a vantaggio di altre culture religiose, quanto piuttosto di una sorta di limbo. Un ulteriore riflesso della minore tensione all\u2019appartenenza religiosa \u00e8 riscontrabile nella frequenza ai riti e alle funzioni religiose. Gli \u201cassidui\u201d (partecipano tutte le domeniche o almeno pi\u00f9 volte al mese) sono il 25,6%, in calo di ben 24 punti percentuali rispetto al 2000 (erano il 49,6%). Crescono sia i \u201csaltuari\u201d (partecipano solo ad alcune occasioni o ogni 4-5 mesi: 47,0%, dal 34,9% del 2000), sia chi non frequenta mai (27,4%, era il 15,5% nel 2000).<\/p>\n<p>Cos\u00ec, a una diminuzione del senso di appartenenza, consegue un minor grado di partecipazione ai riti delle comunit\u00e0 religiose. \u00c8 interessante poi osservare come anche all\u2019interno delle diverse famiglie religiose le due dimensioni (appartenenza e partecipazione) non siano cos\u00ec scontate. Fra i cattolici solo il 39,4% \u00e8 presente in modo assiduo ai rituali, quota per\u00f2 pi\u00f9 cospicua rispetto a quanti appartengono ad altri gruppi religiosi (26,2%). I cattolici, quindi, paiono pi\u00f9 fedeli, ma \u00e8 una (larga) minoranza a partecipare con costanza ai momenti comunitari.<\/p>\n<p>I processi erosivi della trascendenza nella vita quotidiana delle persone si colgono analizzando quanti ritengono di avere una vita spirituale e di credere in un\u2019entit\u00e0 sopranaturale. In entrambi i casi otteniamo che un\u2019ampia minoranza si riconosce nelle due dimensioni: il 45,4% sente di avere propria una vita spirituale, il 40,4% \u00e8 religioso. Sommando queste due affermazioni, identifichiamo quattro profili di spiritualit\u00e0 e religiosit\u00e0. Il gruppo prevalente \u00e8 dei \u201cmaterialisti\u201d (46,3%) che dichiara di non avere n\u00e9 una vita spirituale, n\u00e9 religiosa, particolarmente presenti fra i 40enni (64,5%) assai pi\u00f9 che fra i giovani (fino a 24 anni: 44,5%). Le caratteristiche opposte le troviamo nei \u201ccredenti\u201d (34,5%) che sono il secondo gruppo, pi\u00f9 diffuso fra gli adulti (oltre 55 anni: 43,4%). Fra questi due insiemi, incontriamo quanti hanno una \u201cspiritualit\u00e0 soggettiva\u201d (11,1%), ma non riconoscono alcuna entit\u00e0 superiore. E, viceversa, chi ha un\u2019appartenenza religiosa ispirata dalle consuetudini: la \u201creligiosit\u00e0 culturale\u201d (8,1%). Va sottolineato come la met\u00e0 fra i cattolici (51,1%) rientri nel gruppo dei \u201ccredenti\u201d e il 29,0% alberghi fra i \u201cmaterialisti\u201d.<\/p>\n<p>I processi di secolarizzazione proseguono la loro marcia nelle nostre societ\u00e0 in modo incontrastato. La perdita di intensit\u00e0 della dimensione del sacro lascia spazio a una crescente materialit\u00e0 individuale e nelle relazioni, come pi\u00f9 volte denunciato dallo stesso Papa Francesco. Eppure, il fenomeno dell\u2019eclissi (del sacro) adombra come il lato oscuro nasconda un\u2019altra realt\u00e0, che fatichiamo a vedere. In\u00a0tal senso, il pluralismo religioso e spirituale emerso dalla rilevazione \u00e8 anche indice di una ricerca a fronte della perdita del tradizionale orizzonte di valori. \u00c8 una nuova domanda di senso per l\u2019epoca di trasformazioni che stiamo attraversando. Che richiede una grande opera di discernimento.<\/p>\n<ul>\n<li><a href=\"http:\/\/www.communitymediaresearch.it\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/La-Stampa.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">La Stampa, 22 dicembre 2017<\/a><\/li>\n<li><a href=\"http:\/\/www.communitymediaresearch.it\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Il-Secolo-XIX.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Il Secolo XIX, 22 dicembre 2017<\/a><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: right;\">Daniele Marini<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Nota metodologica<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em>Community Media Research, in collaborazione con Intesa Sanpaolo per La Stampa, realizza l\u2019Indagine LaST (Laboratorio sulla Societ\u00e0 e il Territorio) che si \u00e8 svolta a livello nazionale dal 9 al 16 ottobre 2017 su un campione rappresentativo della popolazione residente in Italia, con et\u00e0 superiore ai 18 anni. Gli aspetti metodologici e la rilevazione sono stati curati dalla societ\u00e0 Questlab. I rispondenti totali sono stati 1.561 (su 13.413 contatti). L\u2019analisi dei dati \u00e8 stata riproporzionata sulla base del genere, del territorio, delle classi d\u2019et\u00e0, della condizione professionale e del titolo di studio. Il margine di errore \u00e8 pari a +\/-2,5%. La rilevazione \u00e8 avvenuta con una visual survey attraverso i principali social network e con un campione casuale raggiungibile con i sistemi CAWI e CATI. Documento completo su <a href=\"http:\/\/www.agcom.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.agcom.it<\/a> e <a href=\"http:\/\/www.communitymediaresearch.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.communitymediaresearch.it<\/a><\/em><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le festivit\u00e0 natalizie fanno scattare in prima istanza, nel discorso mediatico, un meccanismo ormai consolidato: come andranno le spese delle famiglie in regali, cibo e vacanze? 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