{"id":5783,"date":"2014-10-06T13:24:52","date_gmt":"2014-10-06T13:24:52","guid":{"rendered":"http:\/\/communitymediait.elasticdot.io\/?p=488"},"modified":"2026-01-19T18:50:20","modified_gmt":"2026-01-19T17:50:20","slug":"come-nascono-le-opinioni-degli-italiani-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.community.it\/en\/2014\/10\/06\/come-nascono-le-opinioni-degli-italiani-2\/","title":{"rendered":"Come nascono le opinioni degli italiani"},"content":{"rendered":"<p><strong>Come fondiamo le nostre opinioni? Attraverso quali mezzi?<\/strong> Il <strong>57,6%<\/strong>\u00a0forma le proprie opinioni tramite la\u00a0<strong>lettura di quotidiani e riviste<\/strong>, seguito dal <strong>47,4% che dichiara di farlo riflettendo autonomamente<\/strong>. Pi\u00f9 distanti troviamo internet e i social network (27,7%) e le discussioni con i familiari (22,2%). Televisione (12,6%) e radio (4,5%) sembrano non avere un ruolo fondamentale nella costruzione dell\u2019opinione.<\/p>\n<p>Si tratta di una <strong>classifica tendenzialmente rovesciata rispetto all&#8217;effettivo utilizzo<\/strong>. I veicoli odierni delle notizie sono sicuramente la tv, i social o la radio, ma non costituiscono uno strumento utile ad articolare una valutazione, un\u2019opinione. Perch\u00e9 per sedimentarla ci vuole tempo, uno <strong>spazio dedicato e individuale di apprendimento<\/strong>&#8230;<\/p>\n<p>Viceversa, le nuove tecnologie di comunicazione si strutturano sullo scambio veloce e limitato e altrettanto rapidamente deperibili. A maggior ragione per la grande quantit\u00e0 che ne viene veicolata. Le nuove tecnologie dell\u2019informazione non sono solo rapido scambio delle notizie. Perch\u00e9, a ben vedere, esse tendono a integrare e connettere tanto le nuove forme della comunicazione, cos\u00ec come le pi\u00f9 tradizionali. Nel tablet possiamo trovare i social, la radio, la televisione, i libri e i quotidiani: le vecchie con le nuove forme di trasmissione delle conoscenze.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-1021 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.communitymediaresearch.it\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/Schermata-2015-03-05-alle-10.14.29-400x264.png\" alt=\"Schermata 2015-03-05 alle 10.14.29\" width=\"323\" height=\"213\" \/><\/p>\n<p><strong>La formazione delle opinioni non avviene con modalit\u00e0 unidimensionali<\/strong>, ma seguendo molteplici canali. Sommando le diverse preferenze espresse, affiorano infatti quattro tipologie di modalit\u00e0 di costruzione delle valutazioni. La pi\u00f9 diffusa \u00e8 quella del \u201c<strong>multitasking<\/strong>\u201d (37,7%): si tratta di quanti prediligono mixare discussioni con familiari e amici, letture di quotidiani e riviste con la consultazione di internet e dei social per formarsi un\u2019opinione. Generalmente sono le giovani generazioni, i laureati, le donne, ma anche i pensionati. Il secondo gruppo \u00e8 costituito dai \u201c<strong>riflessivi<\/strong>\u201d (32,4%): coloro che prima si attivano nel ricercare fonti di informazione multiple (discussioni, letture, internet), per poi riservarsi uno spazio autonomo di riflessione. In questo gruppo spiccano in particolare le generazioni pi\u00f9 giovani (fino a 24 anni) e i 60enni. Gli \u201c<strong>autodiretti<\/strong>\u201d rappresentano il terzo gruppo (22,8%): per questi, la costruzione dell\u2019opinione avviene in modo quasi esclusivamente autonomo, senza accedere a particolari fonti di informazione se non attraverso una fruizione passiva (televisione, radio). Gli uomini, i lavoratori autonomi e i disoccupati e delle fasce di et\u00e0 centrali (35-54 anni) pi\u00f9 di altri manifestano un simile comportamento. Infine, incontriamo i \u201c<strong>passivi<\/strong>\u201d (7,1%): si tratta di una quota marginale, ma non esigua, che ha nelle donne, nelle casalinghe, negli ultra 65enni e con un basso titolo di studio la componente prevalente.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come fondiamo le nostre opinioni? Attraverso quali mezzi? Il 57,6%\u00a0forma le proprie opinioni tramite la\u00a0lettura di quotidiani e riviste, seguito dal 47,4% che dichiara di farlo riflettendo autonomamente. 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