{"id":5423,"date":"2017-11-27T10:52:33","date_gmt":"2017-11-27T10:52:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.communitymediaresearch.it\/?p=5423"},"modified":"2026-01-19T18:47:52","modified_gmt":"2026-01-19T17:47:52","slug":"giovani-lavoro-futuro-permangono-incertezza-e-preoccupazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.community.it\/en\/2017\/11\/27\/giovani-lavoro-futuro-permangono-incertezza-e-preoccupazione\/","title":{"rendered":"Giovani, lavoro, futuro: permangono incertezza e preoccupazione"},"content":{"rendered":"<p>Giovani, lavoro e prospettive future costituiscono, per l\u2019Italia in particolare, una sorta di \u201ctriangolo-delle-bermuda\u201d sociale. Un\u2019area misteriosa, avvolta dall\u2019incertezza, cui le famiglie e le giovani generazioni guardano con ansia, col timore di precipitare in un vortice pericoloso. I motivi sono noti: nonostante i primi segnali di una ripartenza dell\u2019economia nazionale, il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) \u00e8 attestato attorno al 35%, quando nel resto dell\u2019Europa viaggia mediamente a una misura inferiore della met\u00e0 (19% circa). L\u2019ingresso sul mercato del lavoro \u00e8 pi\u00f9 spesso costellato da percorsi interrotti, da impieghi saltuari che si ripetono nel tempo \u2013 a volte lungo \u2013 prima di trovare un approdo pi\u00f9 stabile sotto il profilo delle condizioni contrattuali. Questo accade nonostante l\u2019ultima riforma del Jobs Act abbia reso pi\u00f9 flessibili le norme, favorendo anche le assunzioni a tempo indeterminato. Certo, non \u00e8 cos\u00ec per tutti i giovani. Per chi possiede una certificazione professionale o un diploma pi\u00f9 immediatamente spendibile sul mercato la strada appare meno tortuosa. Viceversa, quanto pi\u00f9 un giovane ha investito nella propria formazione (laurea, master), impiega un tempo pi\u00f9 lungo nel trovare un\u2019occupazione (pi\u00f9) stabile (e talvolta remunerata). In particolare nel variegato mondo del terziario e dei servizi, dove i giovani laureati si propongono in misura maggiore, l\u2019abbrivio al lavoro \u00e8 un percorso particolarmente sconnesso e in salita. Cos\u00ec, complice l\u2019allungamento delle speranze di vita delle persone e dell\u2019et\u00e0 pensionabile, oltre a una maggiore resistenza delle imprese ad assumere, si \u00e8 generato un effetto imbuto all\u2019ingresso sul mercato del lavoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.communitymediaresearch.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/iStock-519266138.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-5429 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.communitymediaresearch.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/iStock-519266138-400x266.jpg\" alt=\"&quot;Jobs&quot; on wooden block and magnifying glass on newspaper background\" width=\"400\" height=\"266\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.communitymediaresearch.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/la-Stampa-p.-34.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">La Stampa, 27 novembre 2017<\/a><\/p>\n<p>L\u2019insieme di questi fenomeni contribuisce a spiegare perch\u00e9 una parte dei giovani ricerca in altri paesi occasioni lavorative migliori (la cosiddetta \u201cfuga dei cervelli\u201d) o, per altro verso, spinge altri a rifuggire occasioni d\u2019impiego, istruzione o formazione (i Neet) ponendosi ai margini del mercato del lavoro. A complicare il quadro, per contro, alcuni profili professionali restano disattesi da parte dei giovani, con imprese che non trovano manodopera disponibile, specializzata, da inserire anche con condizioni economiche vantaggiose. Prende corpo un\u2019asimmetria fra domanda e offerta di lavoro che rende il mercato e le sue prospettive come un ginepraio nel quale \u00e8 difficile districarsi, dove famiglie, giovani e imprese hanno ciascuno una parte di ragione. Tutto ci\u00f2 produce, nell\u2019immaginario collettivo un corto circuito. La ricerca di Community Media Research affronta il tema dei giovani, del lavoro e delle loro prospettive con l\u2019intento di analizzare gli orientamenti della popolazione su questi versanti. Nel complesso, emerge un orizzonte venato di pessimismo sulle opportunit\u00e0 che le giovani generazioni potranno avere in futuro, e che nel tempo s\u2019inasprisce. L\u201985,7% degli italiani prevede che, rispetto ai propri genitori, i giovani occuperanno una posizione sociale ed economica peggiore, quota che cresce di oltre 10 punti percentuali rispetto al 2015 (74,1%). Rimane stabile, e largamente maggioritario, chi ritiene che per fare carriera sia meglio traslocare all\u2019estero (68,5%). Dunque, la popolazione non intravede ancora nel paese segni d\u2019inversione di una tendenza nelle prospettive per i propri figli. Anzi, il sentimento generale sembra volgere pi\u00f9 al negativo che migliorare. Ma le responsabilit\u00e0 di un simile scenario sono attribuite alle giovani generazioni o al mercato? Dipende dal fatto che i giovani sono diventati \u201cbamboccioni\u201d e schizzinosi (choosey) o dai comportamenti delle imprese? Solo su un aspetto gli interpellati sono quasi unanimemente d\u2019accordo: le aziende propongono ai giovani perlopi\u00f9 lavori precari e mal pagati (92,1%). Al di l\u00e0 dei dati oggettivi, esiste un sentimento diffuso e pervasivo con cui il sistema produttivo deve fare i conti ovvero lo scarso investimento che realizza nelle giovani generazioni. Ci\u00f2 non toglie che ad essi si attribuisca anche una parte della responsabilit\u00e0 come pensare pi\u00f9 ai soldi che a imparare un mestiere (60,1%) o rifiutare certi lavori (43,2%), bench\u00e9 una leggera maggioranza ritenga che abbiano voglia di sacrificarsi per un lavoro (54,0%). Sintetizzando, possiamo identificare tre orientamenti principali. Prevale negli italiani un sentimento di \u201ccomprensione\u201d (56,7%) verso i giovani: nel complesso, la scarsit\u00e0 di prospettive \u00e8 attribuita alle condizioni del mercato, pi\u00f9 che ai loro comportamenti. Donne, chi si \u00e8 da poco stabilizzato sul lavoro (25-34enni) e quindi ha appena vissuto l\u2019esperienza, i laureati e i disoccupati rientrano di pi\u00f9 in questo gruppo. Non mancano per\u00f2 i \u201ccritici\u201d (23,0%) che, per contro, accollano soprattutto ai giovani la responsabilit\u00e0 delle loro difficolt\u00e0. \u00c8 interessante evidenziare come siano proprio i pi\u00f9 giovani (fino a 24 anni) a biasimare maggiormente i coetanei, raccontando come tale categoria non sia riassumibile in un\u2019unica definizione. Fra queste due opzioni, troviamo i \u201cbipartisan\u201d (20,3%): in questo caso annoveriamo chi distribuisce equamente le responsabilit\u00e0 sia alle imprese, sia fra i giovani. Va evidenziato come siano soprattutto gli imprenditori a sostenere una simile visione, a met\u00e0 fra autocritica e valorizzazione dei giovani.<\/p>\n<p>L\u2019insieme di questi aspetti rende la questione giovani, lavoro e prospettive future complicata, comunque la si prenda. L\u2019immaginario collettivo \u00e8 incupito e va scongiurata la possibile polarizzazione fra inclusione ed esclusione dai mercati del lavoro. Offrire una prospettiva alle giovani generazioni, significa delineare un futuro per il paese mettendo in moto alcune iniziative: rivisitare la didattica dei diversi sistemi formativi, perch\u00e9 cos\u00ec com\u2019\u00e8 impostata oggi non \u00e8 funzionale all\u2019apprendimento; costruire un sistema di orientamento scolastico e professionale che accompagni le persone durante le transizioni sul mercato del lavoro e lungo l\u2019intera carriera lavorativa; migliorare e alimentare l\u2019esperienza di alternanza scuola-lavoro, utile a sviluppare un apprendimento esperienziale; chiedere alle associazioni imprenditoriali e dei lavoratori di assumere un ruolo \u201ceducativo\u201d, aiutando i propri iscritti a comprendere le trasformazioni del nuovo scenario competitivo. Giovani, lavoro, prospettive future: sarebbe utile potessero essere fra i temi centrali delle discussioni nelle prossime campagne elettorali. Ma il condizionale \u00e8 d\u2019obbligo.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Daniele Marini<\/p>\n<p><em>Nota metodologica<\/em><br \/>\n<em>Community Media Research realizza l\u2019Indagine LaST (Laboratorio sulla Societ\u00e0 e il Territorio) che si \u00e8 svolta a livello nazionale dal 9 al 16 ottobre 2017 su un campione rappresentativo della popolazione residente in Italia, con et\u00e0 superiore ai 18 anni. Gli aspetti metodologici e la rilevazione sono stati curati dalla societ\u00e0 Questlab. I rispondenti totali sono stati 1.561 (su 13.413 contatti). L\u2019analisi dei dati \u00e8 stata riproporzionata sulla base del genere, del territorio, delle classi d\u2019et\u00e0, della condizione professionale e del titolo di studio. Il margine di errore \u00e8 pari a +\/-2,5%. La rilevazione \u00e8 avvenuta con una visual survey attraverso i principali social network e con un campione casuale raggiungibile con i sistemi CAWI e CATI. Documento completo su www.agcom.it e www.communitymediaresearch.it<\/em><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giovani, lavoro e prospettive future costituiscono, per l\u2019Italia in particolare, una sorta di \u201ctriangolo-delle-bermuda\u201d sociale. Un\u2019area misteriosa, avvolta dall\u2019incertezza, cui le famiglie e le giovani generazioni guardano con ansia, col&#8230;<\/p>","protected":false},"author":5,"featured_media":7741,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"inline_featured_image":false,"footnotes":""},"categories":[21],"tags":[155,9,72,99],"class_list":{"0":"post-5423","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-osservatori","8":"tag-indagine-last-3","9":"tag-futuro","10":"tag-giovani","11":"tag-lavoro-2"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.community.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5423","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.community.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.community.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.community.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.community.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5423"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.community.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5423\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":12828,"href":"https:\/\/www.community.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5423\/revisions\/12828"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.community.it\/en\/wp-json\/"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.community.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5423"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.community.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5423"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.community.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5423"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}