{"id":5383,"date":"2017-11-06T15:47:13","date_gmt":"2017-11-06T15:47:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.communitymediaresearch.it\/?p=5383"},"modified":"2026-01-19T18:47:54","modified_gmt":"2026-01-19T17:47:54","slug":"immigrati-orientamenti-e-percezione-a-nordest","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.community.it\/en\/2017\/11\/06\/immigrati-orientamenti-e-percezione-a-nordest\/","title":{"rendered":"Immigrati: orientamenti e percezione a Nordest"},"content":{"rendered":"<p>I fenomeni migratori sono sempre pi\u00f9 marcati dal segno del dubbio, dell\u2019incertezza. Anche il Nordest, come l\u2019Italia, il resto dell\u2019Europa e del mondo occidentale, guarda ai migranti con un misto di timore e paura e, nello stesso tempo, di solidariet\u00e0 e desiderio di aiutare. Solo che, per una parte crescente della popolazione, tendono ad aumentare le prime istanze, piuttosto che le seconde. Cos\u00ec, il barometro delle percezioni sposta la sua lancetta verso l\u2019area negativa.<\/p>\n<p>Non sono prevalenti, ma indubbiamente attecchiscono le emozioni ostili. Sentimenti che si alimentano dell\u2019amplificazione delle notizie diffuse dai mezzi di comunicazione, che spesso forzano la realt\u00e0 e contribuiscono a costruire un immaginario collettivo disancorato dall&#8217;oggettivit\u00e0 dei fatti. Gli esponenti politici, poi, sono pronti a cavalcare il malessere di parti della popolazione, esasperando la polemica: illudendo di poter risolvere i problemi semplicisticamente costruendo muri o proclamando espulsioni. Si fatica ad affrontare il tema migratorio in modo pragmatico, senza farsi condizionare dal consenso immediato cos\u00ec come da atteggiamenti moralistici.<\/p>\n<p>Da ultimo, \u00e8 sufficiente rinviare al dibattito sviluppatosi attorno al tema della legge sull&#8217;integrazione dei figli dei migranti presenti in Italia (detta dello \u201cius soli\u201d) per avere la misura delle difficolt\u00e0 che attraversano la classe dirigente italiana: si rinvia la decisione per i timori legati al consenso alle prossime scadenze elettorali. Insomma, non esercita il ruolo per cui \u00e8 stata eletta: la responsabilit\u00e0. Il risultato \u00e8 che se ne parla in modo gridato, contrapposto, raramente pacato e senza essere prigionieri degli stereotipi.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.communitymediaresearch.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/studio-scuola-stranieri-800x552.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-5385 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.communitymediaresearch.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/studio-scuola-stranieri-800x552-400x276.jpg\" alt=\"04.09.2006 - Stabio: riapertura scuole\" width=\"381\" height=\"263\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.communitymediaresearch.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Finegil-p.-10.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Quotidiani Finegil, 5 novembre 2017<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.communitymediaresearch.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/CorAlpi-p.-9.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Corriere delle Alpi, 5 novembre 2017<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.communitymediaresearch.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Il-Piccolo-p.-9.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Il Piccolo, 5 novembre 2017<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.communitymediaresearch.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Messaggero-Veneto-p.-1.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Messaggero Veneto, 5 novembre 2017<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.communitymediaresearch.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Trentino-p.-1.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Trentino, 6 novembre 2017<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.communitymediaresearch.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Alto-Adige-p.-1.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">AltoAdige, 6 novembre 2017<\/a><\/p>\n<p>Sia chiaro: il fenomeno \u00e8 complesso e contiene al suo interno tanto questioni legate alla convivenza, quanto le risorse di culture e competenze che sostengono la nostra economia e le nostre famiglie. Ma pi\u00f9 si rimandano le soluzioni, maggiore \u00e8 il problema che si genera. La sensazione \u00e8 che pi\u00f9 spesso la realt\u00e0 sia sovrastata dall&#8217;immaginario, dal sentito dire. Al punto che sono le rappresentazioni sociali e determinare la realt\u00e0, e non viceversa. Quanto siano mutate le percezioni dei nordestini verso gli immigrati e quali siano gli orientamenti verso l\u2019ipotetica legge sull\u2019integrazione dei figli dei migranti \u00e8 l\u2019oggetto dell\u2019ultima rilevazione di Community Media Research.<\/p>\n<p>Prendiamo le mosse da un dato di conoscenza oggettiva. I nordestini sanno quanti sono i migranti regolarmente residenti in Italia? Solo un terzo (36,1%) risponde correttamente alla domanda, su tutti i friulani e giuliani (47,6%): come rileva l\u2019Istat, sono 5.026.153. Poco pi\u00f9 della met\u00e0 (57,9%) sottostima il fenomeno (fino a 3 milioni), il restante 6,0% immagina ve ne siano oltre 10 milioni. E qual \u00e8 la religione pi\u00f9 diffusa fra i migranti? I due quinti (43,1%) rispondono correttamente quella cristiana \u2013 per l\u2019Istat (2015) il 56,4% appartiene a questa religione \u2013 soprattutto fra i friulani e giuliani (66,8%), mentre i veneti appaiono decisamente i meno informati (37,2%). Piuttosto, la maggioranza crede siano soprattutto musulmani (53,7%). In quest\u2019ultimo caso, in particolare, appare evidente come l\u2019immaginario offuschi la realt\u00e0.<\/p>\n<p>Se sommiamo le due risposte, otteniamo che i \u201cconoscitori\u201d (chi risponde correttamente alle due domande) sono solo il 17,2% dei nordestini, con i friulani e giuliani (38,3%) al vertice della classifica territoriale. Presenta una \u201cconoscenza parziale\u201d (sbaglia una delle due) il 44,7% (pi\u00f9 di tutti i trentini e alto atesini: 54,7%), mentre ben il 38,1% \u00e8 un \u201cnon conoscitore\u201d (con entrambe le risposte errate), con i veneti (42,7%) a capeggiare questo gruppo. Dunque, pochi sanno correttamente quanti sono i migranti in Italia e che religioni professino. Questo livello di scarsa conoscenza inficia le opinioni e gli orientamenti.<\/p>\n<p>Ma andiamo per ordine. Non c\u2019\u00e8 dubbio che fra il 2013 e oggi, le percezioni dei nordestini verso gli immigrati virino verso un sentimento negativo. Diminuisce l\u2019idea per cui chi delinque non ha distinzioni di cittadinanza (tanto gli italiani quanto gli stranieri sono una minaccia: 77,8%, era l\u201985,4%), che gli immigrati favoriscano la nostra apertura culturale (55,6%, era il 72,2%) cos\u00ec come siano una risorsa per la nostra economia (63,8%, era il 72,2%). Per contro, si riduce la percezione che siano una minaccia per la sicurezza individuale (25,9% dal 34,5%) e rimangono inalterate la sensazione che siano un pericolo per le nostre tradizioni (22,4%, era il 21,5%) o una minaccia per l\u2019occupazione (22,2%, cos\u00ec pure nel 2013). Sommando queste opinioni, otteniamo che gli \u201caccoglienti\u201d (ovvero chi offre solo risposte positive) sono la maggioranza dei nordestini (55,4%), una quota stabile rispetto al 2013 (54,5%). Invece, diminuiscono gli \u201cambivalenti\u201d (31,6%, erano il 44,1%) \u2013 le cui risposte mettono l\u2019accento ora su dimensioni positive, ora negative verso i migranti \u2013 a favore di un incremento degli \u201cavversi\u201d (13,0%, era l\u20191,4%) che attribuiscono agli stranieri solo valenze negative.<\/p>\n<p>Dunque, tendono a polarizzarsi le opinioni, con le generazioni pi\u00f9 giovani, gli studenti, chi possiede una laurea, i friulani e giuliani e i veneti a manifestare orientamenti di maggiore apertura. Mentre anziani, chi ha un basso titolo di studio, chi \u00e8 ai margini del mercato del lavoro (disoccupati, casalinghe), i trentini e alto atesini hanno umori pi\u00f9 negativi. Ma \u00e8 rilevante sottolineare come un\u2019inclinazione di apertura o chiusura sia direttamente collegata con il livello di conoscenza posseduto del fenomeno. Quanto pi\u00f9 lo si conosce, maggiore \u00e8 l\u2019orientamento accogliente verso gli immigrati. Tuttavia, il mutare (in peggio) del <em>sentiment<\/em> verso gli stranieri, fa cambiare la predisposizione verso un\u2019ipotesi di legge? Pu\u00f2 apparire paradossale, ma la risposta \u00e8 negativa. Fra \u201cius soli\u201d (28,4%, era il 36,8%) e \u201cius sanguinis\u201d (25,6%, era 8,3%), rimane prevalente l\u2019idea di una cittadinanza proattiva da parte del migrante e a condizione di un percorso di acquisizione e adesione ai valori e alla cultura italiana (43,7%, era il 54,9%). Solo il 2,3% non darebbe la cittadinanza ad alcuno. Dunque, la grande maggioranza fra i nordestini auspica una legislazione adeguata all\u2019integrazione, al punto che persino il 72,8% di chi \u00e8 \u201cavverso\u201d ai migranti ritiene giusto attribuire la cittadinanza agli immigrati, e cos\u00ec la pensa il 97,6% degli \u201cambivalenti\u201d e il 99,8% degli \u201caccoglienti\u201d.<\/p>\n<p>Serpeggia, ed \u00e8 in crescita, un sentimento di ostilit\u00e0 verso i migranti. La scarsa conoscenza del fenomeno, unita a rappresentazioni esasperate dei media e della politica, alimentano un immaginario che sovrasta la realt\u00e0 dei fatti, favorendo un circuito perverso e pericoloso cui si abbeverano le istanze populiste. Nello stesso tempo, per\u00f2, permane la domanda di regolare l\u2019integrazione degli immigrati cui solo la politica pu\u00f2 dare risposta. Se fosse disposta ad assumere, pi\u00f9 che il consenso elettorale immediato, il criterio del bene comune.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Daniele Marini<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Nota metodologica<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em>Community Media Research, in collaborazione con Intesa Sanpaolo \u2013 Cassa Risparmio Veneto, realizza l\u2019Indagine che si \u00e8 svolta a livello nazionale dal 9 al 16 ottobre 2017 su un campione rappresentativo della popolazione residente in Italia, con et\u00e0 superiore ai 18 anni. Gli aspetti metodologici e la rilevazione sono stati curati dalla societ\u00e0 Questlab. I rispondenti totali sono stati 1.561 (su 13.413 contatti). L\u2019analisi dei dati \u00e8 stata riproporzionata sulla base del genere, del territorio, delle classi d\u2019et\u00e0, della condizione professionale e del titolo di studio. Il margine di errore \u00e8 pari a +\/-2,5%. La rilevazione \u00e8 avvenuta con una visual survey attraverso i principali social network e con un campione casuale raggiungibile con i sistemi CAWI e CATI. Documento completo su <a href=\"http:\/\/www.agcom.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.agcom.it<\/a> e <a href=\"http:\/\/www.communitymediaresearch.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.communitymediaresearch.it<\/a><\/em><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I fenomeni migratori sono sempre pi\u00f9 marcati dal segno del dubbio, dell\u2019incertezza. 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