{"id":5255,"date":"2017-09-27T13:46:57","date_gmt":"2017-09-27T13:46:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.communitymediaresearch.it\/?p=5255"},"modified":"2026-01-19T18:47:57","modified_gmt":"2026-01-19T17:47:57","slug":"partecipazione-in-calo-tra-gli-italiani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.community.it\/en\/2017\/09\/27\/partecipazione-in-calo-tra-gli-italiani\/","title":{"rendered":"Partecipazione in calo tra gli italiani"},"content":{"rendered":"<p>La partecipazione dei cittadini, nelle sue diverse forme, \u00e8 un elemento generatore della democrazia. Lo descriveva bene Giorgio Gaber quando cantava che \u201clibert\u00e0 \u00e8 partecipazione\u201d. E, ancora pi\u00f9 indietro nel tempo, diversi studiosi ne hanno sottolineato l\u2019importanza. Alexis de Tocqueville, nel suo <em>La Democrazia in America<\/em> (era il 1835), osservando il brulicare dell\u2019associazionismo in quella realt\u00e0, riteneva che una partecipazione organizzata dei cittadini fosse l\u2019unico antidoto per limitare la tendenza dell\u2019individuo a chiudersi in se stesso, da un lato; e, dall\u2019altro, a contenere l\u2019intervento dello Stato nei diversi ambiti della societ\u00e0. Mediante il compartecipare le persone socializzano, condividono valori e obiettivi, attenuano le spinte individualistiche, limitano l\u2019intervento pubblico: in definitiva, in tutte le molteplici forme in cui essa si pu\u00f2 sviluppare, costituisce un ordito necessario alla coesione sociale e alla tenuta della democrazia. \u00c8 uno strumento di libert\u00e0. Che l\u2019Italia sia ricca di queste espressioni partecipative lo raccontano non solo l\u2019esperienza quotidiana, ma anche i numeri.<\/p>\n<p>L\u2019ultimo censimento Istat (2011) stima siano presenti nel paese 301.000 istituzioni no profit, oltre 44.000 le associazioni di volontariato (CSVNET, 2015), pi\u00f9 di 6.000 le fondazioni. Complessivamente, poco meno di 7 milioni di italiani s\u2019impegnano gratuitamente per gli altri, circa 4 milioni lo fanno all\u2019interno di organizzazioni, 3 milioni individualmente (Istat, 2013). Insomma, un pullulare di formichine sul territorio che tessono relazioni e solidariet\u00e0. In una parola, contribuiscono silenziosamente ad accrescere il capitale sociale. La ricerca di Community Media Research testimonia l\u2019intensit\u00e0 di questa presenza, ma rileva anche segnali di un processo di erosione che vanno attentamente valutati.<\/p>\n<p>Le forme di partecipazione cui le persone aderiscono in misura maggiore sono le attivit\u00e0 promosse dalle associazioni di natura culturale (52,4% \u00e8 intervenuto almeno 1 volta l\u2019anno), seguite dalle iniziative collegate ai problemi dell\u2019ambiente e del territorio in cui si vive (44,8%), dei quartieri o della citt\u00e0 (39,3%), dall\u2019associazionismo sportivo e ricreativo (43,3%). Quindi, prevale una partecipazione di tipo \u201cespressivo\u201d, legata alla cultura e alla conoscenza, alla qualit\u00e0 della vita, oltre che alla dimensione del <em>loisir<\/em>. \u00c8 sufficiente rinviare alla quantit\u00e0 di frequentanti i molti \u201cfestival\u201d (e su argomenti diversi) sviluppatisi in questi anni e diffusi nelle province, fra l\u2019altro con un nutrito numero di volontari \u2013 per lo pi\u00f9 giovani \u2013 che danno un contributo fattivo alla loro realizzazione. Piuttosto che alle code di visitatori a gallerie, siti archeologici, alle iniziative di musei aperti. Hanno invece una relativa minore attrattiva altre forme di adesione come le manifestazioni di partito (34,2%), di protesta (23,0%) o a favore della pace (22,7%). L\u2019adesione all\u2019associazionismo di categoria o professionale si colloca in fondo alla classifica (22,6%), marcando una volta di pi\u00f9 il problema della rappresentanza degli interessi.<\/p>\n<p>L\u2019aspetto da rilevare, tuttavia, \u00e8 rispetto alla precedente rilevazione (2013): per tutte le forme, seppure con diversa intensit\u00e0, il livello di partecipazione tende a erodersi. Un numero cospicuo di persone continua ad aderire, ma diminuisce. Emblematico, a questo proposito, \u00e8 l\u2019esito di quanti sono coinvolti attivamente nella realizzazione di sagre e feste paesane, largamente diffusesi in tutta Italia: dal 44,3% (2013) al 23,5% odierno. Sicuramente, il calo \u00e8 determinato da un insieme di motivi: il pullulare di simili attivit\u00e0 fa s\u00ec che le persone si disperdano; poi, l\u2019onere organizzativo \u00e8 assai elevato; un po\u2019 rischiano la perdita di originalit\u00e0 e, quindi, di attrattivit\u00e0. Tuttavia, il saldo \u00e8 largamente negativo. Ma tutte le forme associative vedono intaccata la platea di persone che attivamente si mobilita a favore dell\u2019una o dell\u2019altra.<\/p>\n<p>Se sommiamo la quantit\u00e0 di iniziative seguite da una persona, osserviamo un fenomeno interessante: la polarizzazione della partecipazione. Ovvero, negli anni avviene una crescente divisione fra quanti non condividono alcuna attivit\u00e0 e coloro che frequentano pi\u00f9 iniziative nel contempo. Cos\u00ec, chi non interviene \u00e8 il 23,6% della popolazione, ma era il 9,1% nel 2013. Viceversa, aumenta leggermente chi prende parte a pi\u00f9 di 5 iniziative: 49,1% (era il 47,1% nel 2013). Fra questi due poli, registriamo una significativa diminuzione. Cos\u00ec, per un verso, aumenta la quota di chi esce dalle maglie associative e, per l\u2019altro, aumenta di poco il \u201cpendolarismo\u201d associativo, chi partecipa a pi\u00f9 iniziative contemporaneamente.<\/p>\n<p>Una riprova a questi fenomeni, viene dall\u2019analisi del profilo della partecipazione. Gli \u201cassenti\u201d, chi nell\u2019arco dell\u2019anno non prende parte ad alcuna attivit\u00e0, crescono dal 9,2% (2013) al 23,6%. Gli \u201coccasionali\u201d, presenti non pi\u00f9 di 1 volta l\u2019anno, sono il gruppo pi\u00f9 cospicuo (56,5%), ma in calo (68,4%). Cos\u00ec come gli \u201cinteressati\u201d, che partecipano almeno 2 o 3 volte l\u2019anno (18,5%, era il 21,6% nel 2013). Sostanzialmente stabili sono i \u201cmilitanti\u201d, che tutti i mesi sorreggono le associazioni nelle iniziative (1,4%, era lo 0,8% nel 2013).<\/p>\n<p>\u00c8 forse presto per sostenerlo, ma se il trend sar\u00e0 confermato in futuro, potremmo essere di fronte a un fenomeno di erosione e disintermediazione sul quale l\u2019associazionismo dovrebbe interrogarsi. Le nuove tecnologie consentono di aiutare gli altri anche dalla poltrona di casa, senza mobilitarsi pi\u00f9 di tanto: \u00e8 sufficiente inviare 1 euro via sms. Si pu\u00f2 ritenere di partecipare alla politica davanti al proprio pc, via web o tramite i social. Una partecipazione <em>light<\/em> e individuale, a scarso tasso di coinvolgimento. Una partecipazione assente. Certo, tutte le forme di condivisione sono benvenute, ma la dimensione della socializzazione e della relazione rimangono elementi costitutivi per la costruzione di un capitale sociale. Per dirla ancora con Gaber, la \u201clibert\u00e0 non \u00e8 uno spazio libero\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.communitymediaresearch.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/La-Stampa-p.-10.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">La Stampa, 27 settembre 2017<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Daniele Marini<\/p>\n<p><em><strong>Nota metodologica<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em>Community Media Research, in collaborazione con Intesa Sanpaolo per La Stampa, realizza l\u2019Indagine LaST (Laboratorio sulla Societ\u00e0 e il Territorio) che si \u00e8 svolta a livello nazionale dal 6 al 12 aprile 2017 su un campione rappresentativo della popolazione residente in Italia, con et\u00e0 superiore ai 18 anni. Gli aspetti metodologici e la rilevazione sono stati curati dalla societ\u00e0 Questlab. I rispondenti totali sono stati 1.655 (su 14.103 contatti). L\u2019analisi dei dati \u00e8 stata riproporzionata sulla base del genere, del territorio, delle classi d\u2019et\u00e0, della condizione professionale e del titolo di studio. Il margine di errore \u00e8 pari a +\/-2,4%. La rilevazione \u00e8 avvenuta con una visual survey attraverso i principali social network e con un campione casuale raggiungibile con i sistemi CAWI e CATI. Documento completo su <a href=\"http:\/\/www.agcom.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.agcom.it<\/a> e <a href=\"http:\/\/www.communitymediaresearch.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.communitymediaresearch.it<\/a><\/em><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La partecipazione dei cittadini, nelle sue diverse forme, \u00e8 un elemento generatore della democrazia. Lo descriveva bene Giorgio Gaber quando cantava che \u201clibert\u00e0 \u00e8 partecipazione\u201d. 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