{"id":5179,"date":"2017-07-31T10:50:16","date_gmt":"2017-07-31T10:50:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.communitymediaresearch.it\/?p=5179"},"modified":"2026-01-19T18:47:59","modified_gmt":"2026-01-19T17:47:59","slug":"indagine-last-italiani-allo-specchio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.community.it\/en\/2017\/07\/31\/indagine-last-italiani-allo-specchio\/","title":{"rendered":"Italiani allo specchio"},"content":{"rendered":"<p>Gli italiani si guardano allo specchio e l\u2019immagine che riverberano non ha un profilo positivo. Sia chiaro, parliamo di rappresentazioni sociali, con una narrazione che non sempre corrisponde alla realt\u00e0. Anzi. Conosciamo bene, anche dagli episodi di cronaca, quanto la popolazione sia capace di gesti di solidariet\u00e0, di vicinanza a chi soffre e di costruzione di reti di coesione. Dai cosiddetti \u201cangeli del fango\u201d, alla protezione civile; dalle molteplici espressioni del volontariato in molti ambiti, ai vigili del fuoco; dai pi\u00f9 semplici aiuti \u201cdona-1-euro\u201d via sms, alle Organizzazioni Non Governative e alla cooperazione sociale.<\/p>\n<p>L\u2019elenco potrebbe continuare a lungo, ma solo questi esempi raccontano come nel nostro paese sia vivido un capitale sociale che oggi non \u00e8 ancora conteggiato nel PIL, ma genera una ricchezza (sociale e indirettamente economica) fondamentale per il tessuto collettivo e per la crescita. Ci\u00f2 non di meno, se gli italiani si riflettono di fronte a uno specchio non sembrano riconoscere simili fattezze. Fanno risaltare, invece, i tratti meno positivi. Come se di una foto vedessero le ombre, i lati scuri, e non i colori che definiscono le figure.<\/p>\n<p>La ricerca di Community Media Research tratteggia in modo evidente questa sorta di dissonanza cognitiva: una polarizzazione fra la realt\u00e0 e l\u2019immaginario collettivo.Cos\u00ec, nel complesso due sono le caratteristiche prevalenti sottolineate dagli italiani di se stessi: il non essere mai soddisfatti (24,6%) e un interesse prevalente ai soldi pi\u00f9 che alla cultura (24,2%). Dunque, un sentimento malmostoso, un \u201cmal-pancismo\u201d perenne attraversa gli animi dei connazionali, da un lato. Dall\u2019altro, la propensione strumentale, un\u2019attenzione pi\u00f9 alle dimensioni materiali che a quelle immateriali. Se a questi due caratteri aggiungiamo che la terza caratteristica \u00e8 l\u2019essere egoisti (17,5%) possiamo tranquillamente affermare che la maggioranza vede nei connazionali tratti negativi.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 residuali sono altre caratteristiche segnate da valenze positive. La laboriosit\u00e0 \u00e8 un aspetto riconosciuto complessivamente da un quinto dei rispondenti (lavoratori 17,5%, imprenditori 2,4%). L\u2019altruismo e la solidariet\u00e0 sono virt\u00f9 identificate solo dal 5,2%, al pari dell\u2019autonomismo (5,3%). Da buon ultimo, viene la religiosit\u00e0 (3,3%), esito che dice molto sui processi di secolarizzazione che hanno interessato anche il nostro paese. Tale immagine, per\u00f2, non \u00e8 omogenea sul territorio nazionale, ma conosce alcune significative differenziazioni che rimarcano alcuni stereotipi tradizionali. L\u2019aspetto della laboriosit\u00e0 \u00e8 un carattere riconosciuto pi\u00f9 nel Nord del paese (Nord Ovest 21,7%; Nord Est 21,1%), meno nel Centro (13,5%) e nel Mezzogiorno (12,8%). Seppure minoritari, l\u2019altruismo e la solidariet\u00e0 appaiono pi\u00f9 presenti nel Nord e nel Centro Italia, piuttosto che nel Mezzogiorno. Dove, invece, prevale un orientamento materialistico e privatistico. Il Nord Est si caratterizza, a sua volta, per uno spirito spiccatamente pi\u00f9 autonomista (12,5%) rispetto alla media nazionale (5,3%) e dove l\u2019elemento della religiosit\u00e0 ha ancora un peso relativo (Nord Est 5,6%, Italia 3,3%).<\/p>\n<p>L\u2019immagine degli italiani, dunque, non \u00e8 omogenea, ma conosce diverse sfumature determinate dal capitale sociale territoriale, dalle tradizioni culturali, dalle opportunit\u00e0 che la societ\u00e0 e l\u2019economia locale offrono. Nel complesso, per\u00f2, si tende a sottolineare pi\u00f9 gli aspetti negativi e deteriori, piuttosto di quelli positivi. Questo \u00e8 un vezzo italico tipico e ha diverse motivazioni. Sicuramente c\u2019\u00e8 un meccanismo psicologico di sfondo: proiettare sugli altri vizi propri \u00e8 un modo per liberarsi la coscienza. Certamente, una transizione economica e soprattutto politica (che sembra interminabile) non consente di gettare una luce positiva sul mondo che ci circonda. Cos\u00ec pure, di conseguenza, la scarsa fiducia nelle istituzioni e la disillusione verso la politica nostrana non aiuta a vedere negli altri tratti positivi. Inoltre, la prolungata operazione di destrutturazione operata da privati, attori collettivi e istituzionali (tangenti, corruzioni,\u2026), piuttosto che dai mezzi di comunicazione, non aiuta a costruire un ambiente sociale positivo.<\/p>\n<p>Non da ultimo, viene l\u2019assenza di un progetto del futuro del paese, di una cornice simbolica e valoriale in grado di con-tenere, di tenere assieme, i diversi pezzi di societ\u00e0 ed economia verso una direzione condivisa. In mancanza di un\u2019identificazione forte nel proprio paese, risultiamo pi\u00f9 diffidenti nei confronti degli altri, ne esaltiamo i caratteri meno positivi. Il risultato di tutto ci\u00f2 \u00e8 uno scollamento e una dissociazione fra la realt\u00e0 e l\u2019immaginario collettivo. Ci dipingiamo peggio di quello che siamo. E poich\u00e9 le rappresentazioni sociali influiscono sulla realt\u00e0 pi\u00f9 di quanto quest\u2019ultima non faccia nei confronti dell\u2019immaginario, rischiamo di imprigionarci all\u2019interno di un circuito perverso. Se non possediamo un orgoglio nazionale cui appellarci, almeno cerchiamo di costruire una narrazione dell\u2019essere \u201cdiversamente italiani\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.communitymediaresearch.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/La-Stampa-p.-14.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">La Stampa, 31 luglio 2017<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Daniele Marini<\/p>\n<p><em><strong>Nota metodologica<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em>Community Media Research, in collaborazione con Intesa Sanpaolo per La Stampa, realizza l\u2019Indagine LaST (Laboratorio sulla Societ\u00e0 e il Territorio) che si \u00e8 svolta a livello nazionale dal 6 al 12 aprile 2017 su un campione rappresentativo della popolazione residente in Italia, con et\u00e0 superiore ai 18 anni. Gli aspetti metodologici e la rilevazione sono stati curati dalla societ\u00e0 Questlab. I rispondenti totali sono stati 1.655 (su 14.103 contatti). L\u2019analisi dei dati \u00e8 stata riproporzionata sulla base del genere, del territorio, delle classi d\u2019et\u00e0, della condizione professionale e del titolo di studio. Il margine di errore \u00e8 pari a +\/-2,4%. La rilevazione \u00e8 avvenuta con una visual survey attraverso i principali social network e con un campione casuale raggiungibile con i sistemi CAWI e CATI. Documento completo su <a href=\"http:\/\/www.agcom.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.agcom.it<\/a> e <a href=\"http:\/\/www.communitymediaresearch.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.communitymediaresearch.it<\/a><\/em><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli italiani si guardano allo specchio e l\u2019immagine che riverberano non ha un profilo positivo. 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