{"id":5129,"date":"2017-07-02T09:34:28","date_gmt":"2017-07-02T09:34:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.communitymediaresearch.it\/?p=5129"},"modified":"2026-01-19T18:48:00","modified_gmt":"2026-01-19T17:48:00","slug":"i-partiti-a-nordest-essenziali-per-la-democrazia-ma-voti-piu-selettivi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.community.it\/en\/2017\/07\/02\/i-partiti-a-nordest-essenziali-per-la-democrazia-ma-voti-piu-selettivi\/","title":{"rendered":"I Partiti a Nordest: essenziali per la democrazia ma voti pi\u00f9 selettivi"},"content":{"rendered":"<p>Il rapporto fra nordestini, partiti e politica \u00e8 segnato da un sentimento contrastato, testimoniato anche dalle recenti elezioni amministrative. Attratti pi\u00f9 dalle liste civiche che dai partiti, chi \u00e8 andato a votare. Invogliati all\u2019astensione, gli altri. Potrebbe essere altrimenti? Stiamo ancora vivendo un processo di assestamento del sistema politico nazionale avviato con la caduta della Prima Repubblica, ma che a distanza di circa un quarto di secolo (sic!) non ha ancora trovato un consolidamento. I cambiamenti di rotta poi sono cos\u00ec repentini \u2013 si veda quanto sta accadendo sulla riforma elettorale \u2013 da lasciare disorientati anche gli analisti politici pi\u00f9 esperti. Mentre il mondo muta, gli attori politici sono avviluppati in logiche tutte interne, incapaci di esprimere visioni coerenti del futuro, progettualit\u00e0 di respiro. \u00c8 inevitabile, quindi, che l\u2019elettorato appaia disorientato, talvolta disilluso e distaccato. Per\u00f2 non \u00e8 immobile e qualcosa pare si stia trasformando negli orientamenti. L\u2019ultima ricerca sulle opinioni della popolazione ha provato a sondare gli orientamenti dei nordestini su questi temi. Proviamo a raccogliere i principali segnali che emergono.<\/p>\n<p>Il primo \u00e8 che, nonostante tutto, per una larga maggioranza della popolazione i partiti sono ritenuti un elemento essenziale per l\u2019esercizio della democrazia: il 63,2% ritiene che senza di essi la democrazia non possa funzionare, in particolare in Friuli Venezia Giulia (80,6%). Ci\u00f2 non significa vi sia fiducia verso i partiti, perch\u00e9 com\u2019\u00e8 noto quella attribuita alle istituzioni politiche (con l\u2019eccezione del Presidente della Repubblica) \u00e8 assai bassa. I partiti oggi presenti sul mercato politico non soddisfano le aspettative: pi\u00f9 della met\u00e0 \u00e8 interessato alla politica, ma non gli piacciono i partiti per come sono oggi (56,2%). Nonostante la novit\u00e0 della partecipazione via web, l\u2019uno-vale-uno, i partiti leggeri e di plastica, prevale l\u2019idea che un\u2019organizzazione strutturata del consenso e presente sul territorio sia ancora lo strumento pi\u00f9 adeguato a far funzionare una democrazia. \u00c8 interessante osservare come sostengano con maggiore forza questa tesi soprattutto le giovani generazioni (72,7%) e quanti si collochino nell\u2019area politica del centrosinistra (78,6%), mentre all\u2019opposto chi non si posiziona lungo il tradizionale asse destra-sinistra ritenga che le forme partito non siano poi cos\u00ec necessarie (53,1%). Forse un bisogno di rinnovati punti di riferimento anche in politica, forse culture pi\u00f9 attente ai meccanismi di funzionamento della democrazia: in ogni caso, c\u2019\u00e8 bisogno di ripensare la forma partito. Questo punto, si lega strettamente al secondo segnale: le tradizionali categorie politiche. Ora, in questi decenni abbiamo conosciuto il progressivo mutare di sigle e di formazioni politiche, fra scissioni, ricomposizioni, emersione di nuovi soggetti. Il tutto, per\u00f2, \u00e8 avvenuto senza vi fosse una riflessione radicale sugli orizzonti di valore, sulle visioni di fondo e gli indirizzi d\u2019azione. Cosa significhi oggi, in un contesto sociale ed economico profondamente mutato, \u201cdestra\u201d o \u201csinistra\u201d \u00e8 una domanda cui si fatica a rispondere. Ma l\u2019assenza di un ragionamento preliminare, spinge alla costruzione di movimenti e partiti o fusioni e alleanze fragili, di durata incerta. Cos\u00ec, per una parte cospicua dei nordestini (60,4%) le tradizionali categorie destra\/centro\/sinistra oggi hanno perso significato, non sono pi\u00f9 in grado di aiutare l\u2019interpretazione dei fenomeni, e si ritrovano orfani di orizzonti culturali (e politici) di riferimento. Dunque, alla forma partito, va anteposta una riflessione sulle culture politiche, sui valori di riferimento e sulle loro declinazioni: servono narrazioni nuove e coerenti. Il terzo segnale rimanda alla relazione fra gli elettori e i partiti. Il confronto con un\u2019analoga rilevazione avvenuta nel 2015 mette in luce come sia mutato l\u2019interesse dei nordestini verso la politica. Possiamo individuare quattro gruppi di elettori. Gli \u201cidentificati\u201d, quanti si immedesimano con un partito, costituiscono il 16,9%. \u00c8 una quota stabile nel tempo (16,4% nel 2015), un po\u2019 pi\u00f9 presente in Friuli Venezia Giulia (20,6%). Il secondo gruppo \u00e8 degli \u201cinteressati\u201d alla politica, anche se non gli piacciono i partiti (19,9%): anch\u2019esso sostanzialmente stabile negli anni (16,9% nel 2015), ancora una volta pi\u00f9 diffuso nel Friuli Venezia Giulia (22,2%). Ma ad aumentare sono soprattutto i \u201cnegoziali\u201d (42,9%, 19,6% nel 2015): valutano di volta in volta sulla base dei programmi e delle persone a chi dare il proprio voto. Sono la maggioranza ovunque, ma in Trentino Alto Adige (50,2%) spiccano maggiormente. Diminuiscono, invece, i \u201cdisillusi\u201d (20,3%, 49,9% nel 2015), quanti non trovano partiti vicini alle proprie idee o ritengano non servano, frutto anche della campagna elettorale che mobilita le persone. Dunque, l\u2019affievolirsi della disillusione verso i partiti, pi\u00f9 che favorire i processi di identificazione, alimenta un rapporto negoziale che va al di l\u00e0 degli schieramenti tradizionali e configura un elettore mobile e selettivo. Che utilizza il voto (e anche il non voto) in modo strumentale, meno di appartenenza. In questo senso, viene il quarto segnale: l\u2019assunzione crescente di responsabilit\u00e0. Forte \u00e8 la consapevolezza che per fare bene politica serve una preparazione specifica (81,5%, soprattutto fra i friul-giuliani e i trentino-alto atesini). E l\u2019autocritica, tant\u2019\u00e8 che l\u201982,3% ritiene che se la politica \u00e8 scadente, la responsabilit\u00e0 sia anche dei cittadini (in particolare in Friuli Venezia Giulia e in Trentino Alto Adige).<br \/>\nVeniamo da anni in cui scandali e privilegi della casta politica sono giustamente denunciati quasi quotidianamente dai mezzi di comunicazione e irrisi dalla satira. Una lunga operazione destruens \u00e8 stata realizzata minando fortemente, per\u00f2, la reputazione di politici e partiti. A dispetto di un immaginario diffuso, i nordestini sono attenti alla politica pi\u00f9 di quanto non si ritenga. I friul-giuliani relativamente pi\u00f9 vicini ai partiti, rispetto ai veneti e ai trentino-alto atesini. Quest\u2019ultimi, invece, pi\u00f9 negoziali e disillusi. Molti, per\u00f2, selettivi nelle scelte. Oggi alla ricerca di partiti construens: capaci di progettualit\u00e0 e di narrazioni coerenti sul futuro.<\/p>\n<ul>\n<li><a href=\"http:\/\/www.communitymediaresearch.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Finegil.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Quotidiani Finegil, 2 luglio 2017<\/a><\/li>\n<li><a href=\"http:\/\/www.communitymediaresearch.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Messaggero-Veneto.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Messaggero Veneto,\u00a02 luglio 2017<\/a><\/li>\n<li><a href=\"http:\/\/www.communitymediaresearch.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/il-Piccolo.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Il Piccolo, 2 luglio 2017<\/a><\/li>\n<li><a href=\"http:\/\/www.communitymediaresearch.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Alto-Adige.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Alto Adige, 8 luglio 2017<\/a><\/li>\n<li><a href=\"http:\/\/www.communitymediaresearch.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Trentino-p.-1.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Trentino, 11 luglio 2017<\/a><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: right;\">Daniele Marini<\/p>\n<p><em><strong>Nota metodologica<\/strong><\/em><br \/>\n<em>Community Media Research realizza l\u2019Indagine che si \u00e8 svolta a livello nazionale dal 6 al 12 aprile 2017 su un campione rappresentativo della popolazione residente in Italia, con et\u00e0 superiore ai 18 anni. Gli aspetti metodologici e la rilevazione sono stati curati dalla societ\u00e0 Questlab. I rispondenti totali sono stati 1.655 (su 14.103 contatti). L\u2019analisi dei dati \u00e8 stata riproporzionata sulla base del genere, del territorio, delle classi d\u2019et\u00e0, della condizione professionale e del titolo di studio. Il margine di errore \u00e8 pari a +\/-2,4%. La rilevazione \u00e8 avvenuta con una visual survey attraverso i principali social network e con un campione casuale raggiungibile con i sistemi CAWI e CATI. Documento completo su www.agcom.it e www.communitymediaresearch.it<\/em><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il rapporto fra nordestini, partiti e politica \u00e8 segnato da un sentimento contrastato, testimoniato anche dalle recenti elezioni amministrative. 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