{"id":5095,"date":"2017-06-19T07:57:04","date_gmt":"2017-06-19T07:57:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.communitymediaresearch.it\/?p=5095"},"modified":"2026-01-19T18:48:01","modified_gmt":"2026-01-19T17:48:01","slug":"politica-e-partiti-la-percezione-degli-italiani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.community.it\/en\/2017\/06\/19\/politica-e-partiti-la-percezione-degli-italiani\/","title":{"rendered":"Politica e Partiti: la percezione degli Italiani"},"content":{"rendered":"<p>Il terreno della politica \u00e8 magmatico. E non si tratta qui di formazioni politiche che si scompongono e ricompongono di continuo, di alleanze variabili o delle intenzioni di voto, ma della percezione della popolazione verso le culture politiche e i partiti. Gli orientamenti degli italiani su tali argomenti sono attraversati da un insieme di tensioni, talora anche contrastanti fra loro. Potrebbe essere altrimenti? Stiamo ancora vivendo un processo di assestamento del sistema politico nazionale che ha preso avvio con la caduta della Prima Repubblica, ma che a distanza di circa un quarto di secolo (sic!) non ha ancora trovato un consolidamento. I cambiamenti di rotta poi sono cos\u00ec repentini \u2013 si veda quanto sta accadendo in queste settimane sulla riforma elettorale \u2013 da lasciare disorientati anche gli analisti politici pi\u00f9 esperti. Nel frattempo, in questi 25 anni, il contesto mondiale \u00e8 radicalmente cambiato, le condizioni e i fattori della competizione sono mutati, abbiamo attraversato (e non \u00e8 ancora terminata) una delle crisi economiche pi\u00f9 profonde, il terrorismo internazionale \u00e8 arrivato in Europa. A fronte di tutto ci\u00f2, gli attori politici sono avviluppati in logiche tutte interne, incapaci di esprimere visioni coerenti del futuro, progettualit\u00e0 di respiro. \u00c8 inevitabile, quindi, che l\u2019elettorato appaia disorientato, talvolta disilluso e distaccato.<\/p>\n<p>Per\u00f2 non \u00e8 immobile e qualcosa pare stia mutando negli orientamenti come dimostrano anche le votazioni al primo turno delle elezioni amministrative recenti e l\u2019ultima ricerca sulle opinioni della popolazione. Proviamo a raccogliere i segnali che emergono negli orientamenti verso la politica. Il primo \u00e8 che, nonostante tutto, per una larga maggioranza della popolazione i partiti sono ritenuti un elemento essenziale per l\u2019esercizio della democrazia: il 66,8% ritiene che senza di essi la democrazia non possa funzionare. Ci\u00f2 non significa vi sia fiducia verso i partiti, perch\u00e9 com\u2019\u00e8 noto quella attribuita alle istituzioni politiche (con l\u2019eccezione del Presidente della Repubblica) \u00e8 assai bassa. I partiti oggi presenti sul mercato politico non soddisfano le aspettative: poco pi\u00f9 della met\u00e0 \u00e8 interessato alla politica, ma non gli piacciono i partiti per come sono oggi (54,1%). Nonostante la novit\u00e0 della partecipazione via web, l\u2019uno-vale-uno, i partiti leggeri e di plastica, prevale l\u2019idea che un\u2019organizzazione strutturata del consenso e presente sul territorio sia ancora lo strumento pi\u00f9 adeguato a far funzionare una democrazia. \u00c8 interessante osservare come sostengano con maggiore forza questa tesi soprattutto le giovani generazioni (72,7%) e quanti si collochino nell\u2019area politica del centrosinistra (78,6%), mentre all\u2019opposto chi non si posiziona lungo il tradizionale asse destra-sinistra ritenga che le forme partito non siano poi cos\u00ec necessarie (53,1%). Forse un bisogno di rinnovati punti di riferimento anche in politica, forse culture pi\u00f9 attente ai meccanismi di funzionamento della democrazia: in ogni caso, c\u2019\u00e8 bisogno di ripensare alla forma partito. Questo punto, si lega strettamente al secondo segnale: le tradizionali categorie politiche. Ora, in questi decenni abbiamo conosciuto il progressivo mutare di sigle e di formazioni politiche, fra scissioni, ricomposizioni, emersione di nuovi soggetti. Il tutto, per\u00f2, \u00e8 avvenuto senza vi fosse una riflessione radicale sugli orizzonti di valore, sulle visioni di fondo e gli indirizzi d\u2019azione. Cosa significhi oggi, in un contesto sociale ed economico profondamente mutato, \u201cdestra\u201d o \u201csinistra\u201d \u00e8 una domanda cui si fatica a rispondere. Ma l\u2019assenza di un ragionamento preliminare, spinge alla costruzione di movimenti e partiti o fusioni e alleanze fragili, di durata incerta. Cos\u00ec, per una parte cospicua degli italiani (59,0%) le tradizionali categorie destra\/centro\/sinistra oggi hanno perso significato, non sono pi\u00f9 in grado di aiutare l\u2019interpretazione dei fenomeni, e si ritrovano orfani di orizzonti culturali (e politici) di riferimento. Dunque, alla forma partito, va anteposta una riflessione sulle culture politiche, sui valori di riferimento e sulle loro declinazioni: servono narrazioni nuove e coerenti. Il terzo segnale rimanda alla relazione fra gli elettori e i partiti. Il confronto con un\u2019analoga rilevazione avvenuta nel 2015 mette in luce come sia complessivamente aumentato l\u2019interesse verso la politica. Quanti dichiarano d\u2019identificarsi con un partito cresce leggermente (25,3%, era il 17,7% nel 2015) e cos\u00ec pure gli interessati (chi si sente semplicemente vicino a un partito: 27,1%, era il 18,0%). Soprattutto aumentano quanti hanno un rapporto negoziale (31,4%, era l\u201911,6%): valutano di volta in volta sulla base dei programmi e delle persone a chi dare il proprio voto. Ma, in particolare, diminuiscono fortemente i disillusi (16,2%, era il 52,7%), quanti non trovano partiti vicini alle proprie idee o ritengano non servano. Insomma, i distanti dalla politica. Dunque, l\u2019affievolirsi della disillusione verso i partiti, pi\u00f9 che favorire i processi di identificazione, alimenta un rapporto negoziale che va al di l\u00e0 degli schieramenti tradizionali e configura un elettore mobile e selettivo. Che utilizza il voto (e anche il non voto) in modo strumentale, meno di appartenenza. In questo senso, viene il quarto segnale: l\u2019assunzione crescente di responsabilit\u00e0. Aumenta la consapevolezza che per fare bene politica serve una preparazione specifica (79,6%, era il 71,6% nel 2015). Ma pure l\u2019autocritica, tant\u2019\u00e8 che l\u201988,8% ritiene che se la politica \u00e8 scadente, la responsabilit\u00e0 sia anche dei cittadini (era il 69,9%).<\/p>\n<p>Veniamo da anni in cui scandali e privilegi della casta politica sono giustamente denunciati quasi quotidianamente dai mezzi di comunicazione e irrisi dalla satira. Una lunga operazione <em>destruens<\/em> \u00e8 stata realizzata minando fortemente, per\u00f2, la reputazione di politici e partiti. A dispetto di un immaginario diffuso, gli italiani sono attenti alla politica pi\u00f9 di quanto non si ritenga. Disillusi s\u00ec, ma negoziali e selettivi nelle scelte. Oggi alla ricerca di partiti <em>construens<\/em>: capaci di progettualit\u00e0 e di narrazioni coerenti sul futuro.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.communitymediaresearch.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/LaStampa_p.8.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">La Stampa, 19 giugno 2017<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Daniele Marini<\/p>\n<p><em><strong>Nota metodologica<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em>Community Media Research realizza l\u2019Indagine LaST (Laboratorio sulla Societ\u00e0 e il Territorio) che si \u00e8 svolta a livello nazionale dal 6 al 12 aprile 2017 su un campione rappresentativo della popolazione residente in Italia, con et\u00e0 superiore ai 18 anni. Gli aspetti metodologici e la rilevazione sono stati curati dalla societ\u00e0 Questlab. I rispondenti totali sono stati 1.655 (su 14.103 contatti). L\u2019analisi dei dati \u00e8 stata riproporzionata sulla base del genere, del territorio, delle classi d\u2019et\u00e0, della condizione professionale e del titolo di studio. Il margine di errore \u00e8 pari a +\/-2,4%. La rilevazione \u00e8 avvenuta con una visual survey attraverso i principali social network e con un campione casuale raggiungibile con i sistemi CAWI e CATI. Documento completo su <a href=\"http:\/\/www.agcom.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.agcom.it<\/a> e <a href=\"http:\/\/www.communitymediaresearch.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.communitymediaresearch.it<\/a><\/em><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il terreno della politica \u00e8 magmatico. 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