{"id":5045,"date":"2017-05-29T07:29:15","date_gmt":"2017-05-29T07:29:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.communitymediaresearch.it\/?p=5045"},"modified":"2026-01-19T18:48:02","modified_gmt":"2026-01-19T17:48:02","slug":"indagine-last-la-fiducia-nelle-istituzioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.community.it\/en\/2017\/05\/29\/indagine-last-la-fiducia-nelle-istituzioni\/","title":{"rendered":"Indagine LaST: la fiducia nelle Istituzioni"},"content":{"rendered":"<p>Dubbio e pre-giudizio sono due tratti che spesso qualificano i nostri atteggiamenti di fronte agli eventi. E determinano le nostre valutazioni, al di l\u00e0 della oggettivit\u00e0 dei fatti. Come se avessimo sviluppato degli \u201canticorpi\u201d che ci fanno dubitare e diffidare rispetto a ci\u00f2 che ci circonda, a prescindere. Per dirla col noto aforisma di Giulio Andreotti, \u201ca pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca\u201d. La nostra vita quotidiana \u00e8 costellata di <em>news<\/em>. E, talvolta, anche di <em>fake news<\/em>, notizie false. Sommersi da una simile valanga di informazioni, inevitabilmente (e inconsciamente) siamo spinti a erigere una sorta di barriera difensiva, che ci porta a prendere le distanze da un coinvolgimento eccessivo. A dubitare della veridicit\u00e0 dei fatti o della spiegazione che viene fornita. A catalogarle con un pre-giudizio, appunto. Non \u00e8 un atteggiamento esclusivo della nostra epoca, ma certamente aumenta e si propaga in modo pi\u00f9 rapido in virt\u00f9 della diffusione delle nuove tecnologie della comunicazione.<\/p>\n<p>Web e social network rimpallano di continuo notizie e informazioni, cui possiamo accedere individualmente, in un\u2019operazione di aggiramento (oggi si usa dire \u201cdisintermediazione\u201d) dei canali tradizionali che in qualche modo filtravano e selezionavano precedentemente i contenuti: famiglia, associazioni, quotidiani, figure autorevoli\u2026 Se alle nuove tecnologie aggiungiamo la grande quantit\u00e0 di trasmissioni denuncia, talk show urlanti e l\u2019uso dei social come sfogatoio, possiamo intuire come l\u2019immaginario collettivo sia abitato da orientamenti disfattisti oltre misura. Cos\u00ec, fatalmente, vengono poste le premesse per intaccare uno degli aspetti fondamentali della coesione sociale: la fiducia generalizzata, nei confronti dei vicini, della comunit\u00e0 in cui siamo inseriti, delle istituzioni che ci governano. Al punto che oggi sembra prevalere la s-fiducia, e non solo verso la politica. Quale sia il sentimento della popolazione verso alcune istituzioni, e come sia mutato nel tempo, \u00e8 l\u2019oggetto dell\u2019ultima rilevazione di Community Media Research. Se non c\u2019\u00e8 dubbio che in generale gli italiani guardino alle istituzioni con distacco e prevalga un orientamento di sfiducia, ci\u00f2 non di meno l\u2019esito presenta alcune significative articolazioni e qualche mutamento nel tempo. In primo luogo, solo due entit\u00e0 fra quelle proposte ottengono un apprezzamento positivo dalla maggioranza degli interpellati. Le Forze dell\u2019Ordine (64,7%) e il Presidente Mattarella (51,2%) sono le uniche istituzioni a superare la soglia del 50%. Se quest\u2019ultimo, rispetto allo scorso anno, ottiene un consenso analogo (-0,7% rispetto al 2016), le prime accrescono ulteriormente il loro primato (+5,0% rispetto al 2016). Seppure in modo diverso, ambedue le entit\u00e0 rispondono a una domanda di sicurezza e stabilit\u00e0. Con un processo di trasformazione ormai ultraventennale del nostro sistema politico \u2013 e tuttora incompiuto \u2013 il Presidente della Repubblica rappresenta un elemento di garanzia, custode dei valori costituzionali: una figura di riferimento e di richiamo alle regole condivise. Le Forze dell\u2019Ordine, a fronte dell\u2019insicurezza dettata da attentati terroristici e rapine, costituiscono un elemento di tutela fondamentale. Soprattutto \u00e8 mutata la loro immagine nel tempo. Non solo accresce di consenso, ma si svelano quale elemento di tenuta del tessuto sociale: basti pensare al loro utilizzo protettivo nelle citt\u00e0, a sostegno delle popolazioni colpite da eventi naturali o alle missioni di pace. \u00c8 interessante osservare, per\u00f2, come non tutte le istituzioni che afferiscono alla dimensione di garanzia e difesa dell\u2019ordine ottengano un medesimo apprezzamento. La magistratura, ad esempio, si colloca al 4\u00b0 posto della classifica (39,8%) e in significativo calo (-9,4%) rispetto al 2016, seguita dallo Stato (27,9%) sebbene quest\u2019ultimo ottenga una maggiore attribuzione di fiducia rispetto allo scorso anno (+8,5%) e superi di poco un\u2019istituzione simbolica come la Chiesa (26,0%, anch\u2019essa in crescita rispetto allo scorso anno: +4,4%). Dunque, la fiducia in chi ci tutela \u00e8 affidata alle Forze dell\u2019Ordine, assai meno a chi amministra la giustizia e allo Stato. Un\u2019analoga differenziazione la possiamo scorgere nell\u2019ambito della politica. Oltre la Presidenza della Repubblica, non vi sono istituzioni politiche che ottengano un apprezzamento elevato presso la maggioranza degli italiani. Seppur con un apprezzabile 40,9% di consensi, l\u2019UE si colloca al 3\u00b0 posto. Stabilmente in fondo alla graduatoria, e ben distanziati, troviamo il Governo (22,1%, +0,3% rispetto al 2016) e il Parlamento (7,4%, +1,8% rispetto al 2016). Sommando le opinioni espresse, \u00e8 possibile calcolare un indice di fiducia che individua tre profili. Il gruppo prevalente \u00e8 rappresentato dagli \u201cesitanti\u201d (48,5%): sono quanti esprimono una fiducia convinta verso alcune entit\u00e0, ma sono molto scettici verso altre, realizzando cos\u00ec un gioco a somma zero. \u00c8 interessante osservare come questo assieme sia in crescita rispetto allo scorso anno (+11,2%), denunciando cos\u00ec un miglioramento del clima generale. Il secondo gruppo \u00e8 costituito dai \u201cdiffidenti\u201d (44,1%) ed \u00e8 composto da chi nutre una profonda sfiducia verso quasi tutte le istituzioni. Un novero di assoluto rilievo, ma in calo rispetto al 2016 (-8,2%). Largamente minoritario, invece, \u00e8 l\u2019insieme dei \u201cfiduciosi (7,4%) che attribuiscono a quasi tutte le entit\u00e0 una sicura fiducia, quota analoga al 2016 (-3,0%). Dunque, la popolazione guarda alle istituzioni in modo selettivo e polarizzato attorno a due entit\u00e0 principali: le Forze dell\u2019Ordine e il Presidente Mattarella. Esprimono un\u2019elevata fiducia verso chi tutela l\u2019ordine e chi \u00e8 garante della tenuta del sistema politico. \u00c8 una stima elevata e, come dimostra l\u2019indice sulla fiducia, mediamente in leggera crescita rispetto allo scorso anno, frutto plausibilmente di un clima meno rovente sotto il profilo economico e dei consumi. Tuttavia, non \u00e8 una fiducia generalizzata, che investe l\u2019intero panorama istituzionale. Soprattutto, continua ad avere un sistema politico \u201cin-credibile\u201d.<\/p>\n<ul>\n<li><a href=\"http:\/\/www.communitymediaresearch.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/LaStampa-p.8.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">La Stampa, 29 maggio 2017<\/a><\/li>\n<li><a href=\"http:\/\/www.communitymediaresearch.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/Il-Secolo-XIX-p.8.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Il Secolo XIX, 29 maggio 2017<\/a><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: right;\">Daniele Marini<\/p>\n<p><em><strong>Nota metodologica<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em>Community Media Research realizza l\u2019Indagine LaST (Laboratorio sulla Societ\u00e0 e il Territorio) che si \u00e8 svolta a livello nazionale dal 6 al 12 aprile 2017 su un campione rappresentativo della popolazione residente in Italia, con et\u00e0 superiore ai 18 anni. Gli aspetti metodologici e la rilevazione sono stati curati dalla societ\u00e0 Questlab. I rispondenti totali sono stati 1.655 (su 14.103 contatti). L\u2019analisi dei dati \u00e8 stata riproporzionata sulla base del genere, del territorio, delle classi d\u2019et\u00e0, della condizione professionale e del titolo di studio. Il margine di errore \u00e8 pari a +\/-2,4%. La rilevazione \u00e8 avvenuta con una visual survey attraverso i principali social network e con un campione casuale raggiungibile con i sistemi CAWI e CATI. Documento completo su <a href=\"http:\/\/www.agcom.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.agcom.it<\/a> e <a href=\"http:\/\/www.communitymediaresearch.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.communitymediaresearch.it<\/a><\/em><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dubbio e pre-giudizio sono due tratti che spesso qualificano i nostri atteggiamenti di fronte agli eventi. 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