{"id":4415,"date":"2016-12-19T10:00:28","date_gmt":"2016-12-19T10:00:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.communitymediaresearch.it\/?p=4415"},"modified":"2026-01-19T18:48:24","modified_gmt":"2026-01-19T17:48:24","slug":"tempo-di-bilanci-pessimismo-su-situazione-economica-e-politica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.community.it\/en\/2016\/12\/19\/tempo-di-bilanci-pessimismo-su-situazione-economica-e-politica\/","title":{"rendered":"Tempo di bilanci: pessimismo su situazione economica e politica"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019approssimarsi della fine dell\u2019anno, e l\u2019aprirsi del nuovo, induce a fare bilanci, a soppesare quanto \u00e8 avvenuto e prefigurare ci\u00f2 che si attende. Veniamo da diversi anni di difficolt\u00e0 economica e da instabilit\u00e0 politica, non ultimo quello generato dall\u2019esito referendario. Dal 2008 abbiamo avuto 5 governi (Berlusconi, Monti, Letta, Renzi e ora Gentiloni), in media pi\u00f9 di un esecutivo a biennio. \u00c8 evidente che con un simile incedere qualsiasi attivit\u00e0 politica e azione riformatrice subisca uno \u201cstop and go\u201d continuo. Il tentativo di offrire un disegno coerente al paese e, quindi, una direzione da perseguire diventa come la tela di Penelope: ci\u00f2 che si tesse di giorno, \u00e8 dipanato il giorno successivo. Cos\u00ec, l\u2019emergenza \u00e8 diventata la nostra normalit\u00e0. Viviamo una condizione di continua discontinuit\u00e0, alimentando fra gli operatori economici e nella popolazione un orientamento adattivo e prudenziale.Perch\u00e9 nell\u2019incertezza \u00e8 meglio muoversi con cautela. Esattamente il contrario di ci\u00f2 che servirebbe in un\u2019epoca come l\u2019attuale dove la velocit\u00e0 e un disegno strategico costituiscono i fattori determinanti per una ripresa di competitivit\u00e0 del sistema-paese. Ci\u00f2 nonostante, seppure con dati economici altalenanti, il PIL \u00e8 rientrato leggermente in campo positivo e, nonostante tutto, l\u2019azione del governo Renzi qualche esito positivo l\u2019ha portato. Tuttavia, la svolta, la ripresa pi\u00f9 volte evocata non arriva.<\/p>\n<p>Continuiamo a procedere per piccoli passi, mentre altre zone del globo corrono a velocit\u00e0 elevate. E in questa doppia velocit\u00e0, nella sindrome dello \u201czero-virgola\u201d, maturano condizioni sociali ed economiche progressivamente divergenti: aumentano i divari fra chi \u00e8 in grado di affrontare le difficolt\u00e0 e chi, invece, vede perdere progressivamente le proprie risorse, sospinto ai margini. \u00c8 questo il quadro generale che emerge dall\u2019ultima rilevazione sugli italiani di Community Media Research. Facendo un bilancio su come sono andate le cose nel 2016, mediamente il 44,6% non ha percepito cambiamenti sostanziali. Per contro, una quota analoga (42,6%) denuncia un peggioramento, mentre solo un decimo (12,8%) ha vissuto un miglioramento. La media nasconde alcune diversificazioni. Gli aspetti che non hanno avuto scostamenti particolari sono la sicurezza personale (56,8%), il reddito percepito (53,7%) e la lotta all\u2019evasione fiscale (51,2%). Le dimensioni che pi\u00f9 di altre, invece, sono avvertite peggiorate rinviano alla dimensione della politica (politica italiana: 57,7%; corruzione politica: 47,9%) e dell\u2019economia (economia italiana: 47,9%; pressione fiscale: 43,4%). L\u2019unico fattore che ottiene una valutazione positiva \u00e8 la credibilit\u00e0 internazionale dell\u2019Italia, ritenuta migliorata dal 32,8% degli italiani. In sintesi, la percezione della popolazione \u00e8 che nel 2016 l\u2019Italia abbia accresciuto la sua autorevolezza nelle relazioni con partner esteri, sia rimasta perlopi\u00f9 stabile nel reddito individuale e nella sicurezza, ma sia peggiorata la situazione economica e soprattutto politica. Cosa ci riserver\u00e0 il 2017, come andranno le cose il prossimo anno? In generale, emerge una visione pragmatica (o rassegnata?). Quanti attendono un miglioramento non si discostano dalla valutazione sul 2016. Poco pi\u00f9 di un decimo (13,6%) auspica vi sar\u00e0 un cambiamento positivo, in particolare per quello che riguarda l\u2019economia del nostro paese (21,7%) e migliorer\u00e0 ulteriormente la nostra credibilit\u00e0 sul piano internazionale (20,7%). Aumentano, invece, quanti ritengono che le condizioni generali rimarranno tutto sommato stabili (50,6%), soprattutto per ci\u00f2 che riguarda la sicurezza personale (65,6%), il proprio reddito (58,9%) e la corruzione politica (55,1%). Un terzo degli italiani, per\u00f2, prefigura un ulteriore peggioramento (35,8%), specialmente sul versante della politica italiana (51,0%) e della nostra economia (38,9%). Si potrebbe sostenere che per il futuro prossimo la maggior parte degli italiani intravede (e auspica) scenari \u201cnon peggiorativi\u201d, considerato che le condizioni generali (politiche ed economiche) sono percepite ancora fortemente critiche. Unendo le opinioni espresse sul bilancio del 2016 con quelle delle previsioni per il 2017 \u00e8 possibile individuare la mobilit\u00e0 di opinione degli intervistati fra un anno e l\u2019altro. In questo modo otteniamo tre gruppi. Il primo, e pi\u00f9 rilevante quantitativamente, \u00e8 degli italiani che non rilevano discontinuit\u00e0 fra i due anni considerati. Il 52,7% non muta la propria valutazione e sottolinea come il nostro paese resti ancorato alla sindrome dello \u201czero-virgola\u201d, alla \u201cstabilit\u00e0\u201d: il sentore \u00e8 di un\u2019Italia vischiosa. Ed \u00e8 interessante osservare come sia soprattutto il ceto medio-alto (68,4%), composto da liberi professionisti e dirigenti, a rimarcare maggiormente quest\u2019orientamento. Il secondo gruppo intravede una recrudescenza ulteriore delle condizioni, un \u201cdegradamento\u201d. Si tratta di una quota cospicua (40,0%) annidata soprattutto nei ceti medio-bassi (44,2%, lavoratori manuali, pensionati) e bassi (61,6%, operai, disoccupati). Il terzo gruppo, costituito da una quota largamente minoritaria (7,3%), all\u2019opposto avverte un miglioramento e una crescita fra i due anni, concentrato nei ceti medio-alti (9,3%) e, soprattutto, alti (35,8%, imprenditori, manager).<\/p>\n<p>A cavallo fra i due anni prevale negli italiani una pre-visione priva di scostamenti, quasi piatta: un misto di adattamento e disincanto, di cautela e rassegnazione. Pochi scorgono una crescita, mentre molti fra i ceti medio-bassi e bassi intravedono una progressiva erosione delle loro opportunit\u00e0, anzich\u00e9 la possibilit\u00e0 di una mobilit\u00e0 ascendente. Ed \u00e8 questa polarizzazione nelle condizioni, come certificato dall\u2019Istat e dall\u2019esito del voto referendario, a muovere il malessere. Coesione e sviluppo dovranno essere le parole chiave dell\u2019agenda per il futuro dell\u2019Italia.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.communitymediaresearch.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/LaStampa_p.9.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">La Stampa, 19 dicembre 2016<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Daniele Marini<\/p>\n<p><em><strong>Nota metodologica<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em>Community Media Research, in collaborazione con Intesa Sanpaolo per La Stampa, realizza l\u2019Indagine LaST (Laboratorio sulla Societ\u00e0 e il Territorio) che si \u00e8 svolta a livello nazionale dal 18 ottobre al 4 novembre 2016 su un campione rappresentativo della popolazione residente in Italia, con et\u00e0 superiore ai 18 anni. Gli aspetti metodologici e la rilevazione sono stati curati dalla societ\u00e0 Questlab. I rispondenti totali sono stati 1.486 (su 12.785 contatti). L\u2019analisi dei dati \u00e8 stata riproporzionata sulla base del genere, del territorio, delle classi d\u2019et\u00e0, della condizione professionale e del titolo di studio. Il margine di errore \u00e8 pari a +\/-2,5%. La rilevazione \u00e8 avvenuta con una visual survey attraverso i principali social network e con un campione casuale raggiungibile con i sistemi CAWI e CATI. Documento completo su <a href=\"http:\/\/www.agcom.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.agcom.it<\/a> e <a href=\"http:\/\/www.communitymediaresearch.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.communitymediaresearch.it<\/a>.<\/em><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019approssimarsi della fine dell\u2019anno, e l\u2019aprirsi del nuovo, induce a fare bilanci, a soppesare quanto \u00e8 avvenuto e prefigurare ci\u00f2 che si attende. 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