{"id":4105,"date":"2016-10-02T09:49:38","date_gmt":"2016-10-02T09:49:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.communitymediaresearch.it\/?p=4105"},"modified":"2026-01-19T18:48:42","modified_gmt":"2026-01-19T17:48:42","slug":"lastitaly-a-nordest-chi-fa-da-se","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.community.it\/en\/2016\/10\/02\/lastitaly-a-nordest-chi-fa-da-se\/","title":{"rendered":"#LaSTItaly. A Nordest chi fa da s\u00e8&#8230;"},"content":{"rendered":"<p>Gli italiani, ovvero un caleidoscopio di stili, di modi di vivere. Difficili da com-prendere. Nel senso di \u201ctenere assieme\u201d come un tutt\u2019uno omogeneo. Ma anche da \u201cinterpretare\u201d mediante un unico filo rosso culturale. L\u2019Italia \u00e8 un paese lungo e diversificato, le cui differenze costituiscono esattamente un elemento di ricchezza. Lo specchio di tale molteplicit\u00e0 si materializza in diverse forme. Nei dialetti parlati che si stima siano circa una trentina, pi\u00f9 d\u2019uno per regione. Nel solo Nordest se ne contano circa una decina fra dialetti, gruppi linguistici e idiomi. Per non dire del cibo, nostra vetrina nel mondo. Non c\u2019\u00e8 realt\u00e0 regionale, vallata o territorio che non abbia una pietanza caratteristica. La variet\u00e0 \u00e8 il nostro tratto distintivo che ha pochi eguali altrove. In fondo, la nostra storia affonda le radici nei piccoli comuni, nei campanili e nei localismi. Non c\u2019\u00e8 territorio regionale che, ancora oggi, non veda rivalit\u00e0 fra le province che la compongono. In diverse piccole localit\u00e0 sono state riesumate le sfide fra le contrade, durante le feste paesane. Non c\u2019\u00e8 organizzazione associativa o politica che, quando si tratta di scegliere un futuro leader, non debba fare i conti (anche) con la provenienza territoriale di chi l\u2019ha preceduto. Cos\u00ec il \u201cparticolare\u201d \u00e8 il nostro \u201cuniverso\u201d e fatichiamo a far combaciare fra loro i molti \u201cparticolari\u201d, in modo tale da costruire un puzzle unitario e pi\u00f9 complesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.communitymediaresearch.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/individualismo1_thumb.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-4107 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.communitymediaresearch.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/individualismo1_thumb-400x283.jpg\" alt=\"individualismo1_thumb\" width=\"335\" height=\"237\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.communitymediaresearch.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/Finegil-p.-13.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Quotidiani Finegil, 2 ottobre 2016<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.communitymediaresearch.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/il-Piccolo-p.-17.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">il Piccolo, 2 ottobre 2016<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.communitymediaresearch.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/Messaggero-Veneto-p.-13.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Messaggero Veneto, 2 ottobre 2016<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.communitymediaresearch.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/il-Giornale-di-Vicenza-p.-7.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">il Giornale di Vicenza, 4 ottobre 2016<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.communitymediaresearch.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/Trentino.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Trentino e Alto Adige, 8 ottobre 2016<\/a><\/p>\n<p>La storia dell\u2019Italia quale paese unito ha poco pi\u00f9 di 150 anni, ci\u00f2 non di meno ancora oggi si fatica ad affermare l\u2019idea di un\u2019identit\u00e0 in cui riconoscersi. Non sono mancati, infatti, nei decenni scorsi le spinte secessionistiche e indipendentiste, che nei tempi pi\u00f9 recenti hanno lasciato il passo a istanze autonomiste, in particolare di alcune regioni del Nord. La crisi e le difficolt\u00e0 economiche non ancora assorbite; un sistema politico e istituzionale instabile da molti anni e che ha di fonte a s\u00e9 un passaggio delicato come quello della riforma costituzionale; gli scandali e il malcostume che di continuo segnalano l\u2019esistenza di una coscienza civica assai labile: sono tutti fattori che non aiutano certamente a costruire un\u2019identit\u00e0 nazionale in cui specchiarsi. Tant\u2019\u00e8 che i nordestini (Community Media Research), quale primo carattere che definisce l\u2019essere italiani, evidenziano la \u201cdisunit\u00e0\u201d,\u00a0 dove \u201cognuno va per s\u00e9\u201d (28,6%), opinione particolarmente diffusa in Friuli Venezia Giulia (42,0%) e in Trentino Alto Adige (41,9%). Potrebbe essere diversamente in un paese dove ogni categoria professionale vanta \u2013 per s\u00e9, ovviamente \u2013 diritti e privilegi derivanti da peculiarit\u00e0 specifiche senza il mantenimento dei quali l\u2019intero paese cadrebbe in un declino irreversibile? Cos\u00ec tassisti, farmacisti, notai, avvocati, commercialisti, giornalisti, medici, camionisti, piloti (e l\u2019elenco potrebbe continuare a lungo) non appena si cerchi anche solo di mettere mano alle regole o di aprire al mercato il loro perimetro professionale scattano in difesa della categoria. Di qui, la propensione a pensare solo \u201cagli interessi particolari\u201d (16,4%) e l\u2019essere protesi a \u201ccercare di aggirare le leggi\u201d (12,2%). In definitiva, l\u2019auto-<em>j\u2019accuse<\/em> si racchiude nel sottolineare che viviamo ispirati a \u201cl\u2019arte dell\u2019arrangiarsi\u201d (15,5%), in particolare fra i veneti (20,4%). In queste quattro definizioni si racchiudono i caratteri dominanti che gli stessi nordestini \u2013 a ben vedere \u2013 si attribuiscono. Certamente, non manca il riconoscimento di avere anche tratti positivi, ma questi sono evidenziati in seconda battuta. \u201cCreativit\u00e0 e inventiva\u201d (12,8%), essere capaci di sviluppare \u201ceccellenze professionali\u201d (9,6%) o di compiere \u201cazioni straordinarie\u201d (4,0%) costituiscono aspetti caratterizzanti dei concittadini. Ma sono collocate pi\u00f9 sullo sfondo, su un piano successivo: come seconda scelta. Al punto che praticamente nessuno fra i nordestini ritiene che gli italiani si sentano orgogliosi di esserlo (1,8%): ci guardiamo con scherno, non ci riconosciamo. Sommando le risposte offerte dagli interpellati, emergono due profili generali dei caratteri in cui si riflettono i nordestini. Di gran lunga prevalente \u00e8 quello che definisce i concittadini mossi da logiche ispirate al \u201cfai-da-te\u201d (72,9%), soprattutto in Friuli Venezia Giulia (87,7%), dove la dimensione particolaristica e individualista ha il sopravvento sulle altre. Sono le generazioni pi\u00f9 giovani a risaltare maggiormente quest\u2019opinione. Per converso, poco pi\u00f9 di un quarto degli intervistati (27,1%) pone l\u2019accento maggiormente sulle caratteristiche positive e vede i conterranei soprattutto come \u201ctalentuosi\u201d, in particolare in Veneto (26,4%) e Trentino Alto Adige (24,9%), fra i pi\u00f9 adulti.<\/p>\n<p>I nordestini, e con loro gli italiani, hanno una molteplicit\u00e0 di caratteri, cangianti come le figure create dalle tesserine di un caleidoscopio. Nel complesso prevalgono i colori pi\u00f9 scuri, ma non mancano le tinte pi\u00f9 luminose. Soprattutto manca un\u2019identit\u00e0 accomunante cui riferirsi. Un\u2019identit\u00e0 paradossale: in grado di far risaltare le specificit\u00e0 e le diversit\u00e0 che compongono il Nordest e l\u2019Italia, all\u2019interno per\u00f2 di una progettualit\u00e0 comune. Che renda il \u201cparticolare\u201d il pezzo di un progetto \u201duniversale\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Daniele Marini<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli italiani, ovvero un caleidoscopio di stili, di modi di vivere. Difficili da com-prendere. Nel senso di \u201ctenere assieme\u201d come un tutt\u2019uno omogeneo. 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