{"id":3803,"date":"2016-06-27T12:24:36","date_gmt":"2016-06-27T12:24:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.communitymediaresearch.it\/?p=3803"},"modified":"2026-01-19T18:49:26","modified_gmt":"2026-01-19T17:49:26","slug":"lastitaly-individualisti-e-familisti-gli-italiani-oggi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.community.it\/en\/2016\/06\/27\/lastitaly-individualisti-e-familisti-gli-italiani-oggi\/","title":{"rendered":"#Lastitaly. Individualisti e familisti: gli italiani oggi"},"content":{"rendered":"<p>Italia, popolo di poeti, di artisti, di eroi, di santi, di pensatori, di scienziati, di navigatori e trasmigratori: queste qualit\u00e0 \u2013 enunciate da Mussolini all\u2019epoca delle conquiste coloniali \u2013 sono rimaste nella rappresentazione sociale, oltre che impresse nel marmo del Palazzo della Civilt\u00e0 italiana all\u2019EUR. Altri, prima e dopo di lui, hanno messo in luce ulteriori aspetti, ora positivi, ora negativi che hanno provato a descrivere gli italiani. Al di l\u00e0 delle valutazioni che si possono dare, l\u2019aspetto di rilievo \u00e8 legato alla edificazione di un immaginario collettivo in cui potersi riconoscere e identificare. Costruire la rappresentazione di una collettivit\u00e0, piuttosto che di un territorio o di un prodotto assume oggi, ancor pi\u00f9 di ieri, un aspetto qualificante. Per affermare un\u2019idea, un progetto, per indicare una direzione da seguire, \u00e8 necessario dotarsi di un orizzonte comune, di significati condivisi. \u00c8 sufficiente rinviare a quanto impegno dedicano le imprese per imporre il brand dei propri prodotti per comprendere come la costruzione di un\u2019identit\u00e0 sia oggi un obiettivo economico strategico.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.communitymediaresearch.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/LaStampa_p.35.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">La Stampa p. 35, 27 giugno 2016<\/a><\/p>\n<p>Ma \u00e8 altrettanto strategico dal punto di vista politico e sociale. In una realt\u00e0 complessa come la nostra, attraversata dai processi di globalizzazione e in cui i punti di riferimento hanno perso il tradizionale ancoraggio, \u00e8 fondamentale offrire elementi di definizione. A maggior ragione se consideriamo la storia del nostro paese che ha raggiunto la sua unit\u00e0 poco pi\u00f9 di 150 anni fa, in cui municipalismi e localismi hanno rappresentato il tratto fondativo. In cui i particolarismi sociali e il corporativismo contrassegnano ancora ampi settori della nostra societ\u00e0. Basti pensare a cosa accade quando si cerca di cambiare le regole \u2013 aprendo al mercato \u2013 settori dell\u2019economia: dai farmacisti, ai taxisti, passando per gli ordini professionali, tutti pronti a salire sulle barricate pur di conservare i cosiddetti diritti acquisiti in virt\u00f9 di specificit\u00e0 che oggi hanno sbiadito il loro significato. Come ci descriviamo, quali sono i tratti che definiscono i nostri concittadini \u2013 e dunque noi stessi \u2013 \u00e8 l\u2019oggetto del sondaggio realizzato da Community Media Research, in collaborazione con Intesa Sanpaolo, per La Stampa.<\/p>\n<p>In prima battuta, emerge un profilo il cui tratto prevalente che ci accomuna mette l\u2019accento sulla dimensione individualistica e familiare. Prevale il <em>particulare<\/em>, la chiusura alla sfera personale e degli interessi specifici. Come se facessimo fatica a guardare oltre il nostro perimetro visuale. Non riuscendo a identificare una progettualit\u00e0 pi\u00f9 ampia o quello che potremmo definire un \u201cbene comune\u201d che oltrepassi i nostri mondi vitali. Nella rilevazione lo diciamo degli altri, ma non \u00e8 errato pensare si tratti di una proiezione di quanto viviamo soggettivamente. Questi esiti tendono a confermare lo stereotipo che caratterizza l\u2019immagine media degli italiani e solo paradossalmente cozza contro i gesti concreti di apertura e gli slanci di solidariet\u00e0 che, invece, osserviamo quando accadono avvenimenti particolari, come nel caso dei migranti, piuttosto che dei disastri climatici o del volontariato. Che ci sono, diffusi e partecipati, frutto di un capitale sociale e valoriale fondamentale per la tenuta del nostro paese. E che paradossalmente ci meraviglia possano esserci, quando invece dovrebbero essere la normalit\u00e0. La questione \u00e8 che tali gesti non s\u2019inseriscono (ancora) all\u2019interno di progettualit\u00e0 condivise e sistematiche, perch\u00e9 si fondano sullo slancio individuale, di piccole comunit\u00e0 organizzate sui territori o nei mondi associativi. In fondo, \u00e8 il frutto del fai-da-te, dei micro-progetti che si costruiscono \u2013 in attesa di un disegno pi\u00f9 ampio, di cui in fondo non si crede arriver\u00e0 mai nel breve termine \u2013 per affrontare i problemi che emergono di volta in volta. Dunque, proprio per questi motivi, ci rappresentiamo individualisti (32,4%), attenti solo agli interessi familiari (25,2%), ma anche lavoratori (22,0%), capaci di fare e di impegno.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 per\u00f2 un secondo elemento che emerge con evidenza: la diversit\u00e0 di percezione su scala territoriale. La dimensione particolaristica e familistica conosce un\u2019accentuazione via via che scendiamo dal Nord al Sud del Paese, dove non manca anche un riconoscimento al fatto che l\u00ec sia maggiore la propensione a ricercare vantaggi per s\u00e9, ricorrendo a favoritismi anche in modo non legale. Cos\u00ec, non solo disponiamo di un immaginario collettivo poco collettivo e molto familistico-comunitario, ma una volta di pi\u00f9 troviamo una diversificazione all\u2019interno del paese che rende ancor pi\u00f9 complicato identificare una rappresentazione accomunante. Sommando le caratteristiche assegnate sulla base dell\u2019importanza, possiamo rilevare come prevalga una rappresentazione negativa verso i propri concittadini: poco pi\u00f9 della met\u00e0 (52,7%) attribuisce solo aspetti sfavorevoli, in particolare fra i residenti nel Mezzogiorno (72,8%). A questi si contrappongono quanti mettono in luce non solo aspetti negativi, ma pure positivi (32,4%) e chi vede esclusivamente tratti positivi (14,9%), in particolare fra quanti vivono nel Nord del paese.<\/p>\n<p>Dunque, rimarremo ineluttabilmente familisti e particolaristi? Le latenze culturali non si possono eliminare con tratto di penna, ma richiedono un tempo lungo. Soprattutto, progettualit\u00e0 e politiche che abbiano una coerenza e visione di lungo periodo. Dotate di un\u2019idea e di valori che siano condivisi e che valorizzino \u2013 senza timori \u2013 le diversit\u00e0 e le peculiarit\u00e0 di un paese composito come l\u2019Italia. Nella consapevolezza che solo in una progettualit\u00e0 comune esiste uno spazio per il bene individuale e familiare.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Daniele Marini<\/p>\n<p><em><strong>Nota metodologica<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em>Community Media Research, in collaborazione con Intesa Sanpaolo per La Stampa, realizza l\u2019Indagine LaST (Laboratorio sulla Societ\u00e0 e il Territorio) che si \u00e8 svolta a livello nazionale dal 22 marzo al 4 aprile 2016 su un campione rappresentativo della popolazione residente in Italia, con et\u00e0 superiore ai 18 anni. Gli aspetti metodologici e la rilevazione sono stati curati dalla societ\u00e0 Quantitas. I rispondenti totali sono stati 1.997 (su 13.287 contatti). L\u2019analisi dei dati \u00e8 stata riproporzionata sulla base del genere, del territorio, delle classi d\u2019et\u00e0, della condizione professionale e del titolo di studio. Il margine di errore \u00e8 pari a +\/-2,2%. La rilevazione \u00e8 avvenuta con una visual survey attraverso i principali social network e con un campione casuale raggiungibile con i sistemi CAWI e CATI. Documento completo su <a href=\"http:\/\/www.agcom.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.agcom.it<\/a> e <a href=\"http:\/\/www.communitymediaresearch.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.communitymediaresearch.it<\/a>.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Italia, popolo di poeti, di artisti, di eroi, di santi, di pensatori, di scienziati, di navigatori e trasmigratori: queste qualit\u00e0 \u2013 enunciate da Mussolini all\u2019epoca delle conquiste coloniali \u2013 sono&#8230;<\/p>","protected":false},"author":5,"featured_media":8694,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"inline_featured_image":false,"footnotes":""},"categories":[21],"tags":[10,86,7,132,50],"class_list":{"0":"post-3803","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-osservatori","8":"tag-cultura","9":"tag-famiglia","10":"tag-italiani","11":"tag-profilo","12":"tag-societa-2"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.community.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3803","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.community.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.community.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.community.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.community.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3803"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.community.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3803\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":12927,"href":"https:\/\/www.community.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3803\/revisions\/12927"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.community.it\/en\/wp-json\/"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.community.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3803"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.community.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3803"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.community.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3803"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}