{"id":3319,"date":"2016-01-31T15:56:51","date_gmt":"2016-01-31T15:56:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.communitymediaresearch.it\/?p=3319"},"modified":"2026-01-19T18:49:40","modified_gmt":"2026-01-19T17:49:40","slug":"lastart-cautela-a-nordest-sui-tempi-duscita-dalla-crisi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.community.it\/en\/2016\/01\/31\/lastart-cautela-a-nordest-sui-tempi-duscita-dalla-crisi\/","title":{"rendered":"#lastart: cautela a nordest sui tempi d&#8217;uscita dalla crisi"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 un atteggiamento guardingo quello della popolazione del Nordest verso il futuro, nonostante sistema produttivo e mercato del lavoro diano segnali di risveglio. La sensazione \u00e8 che in questa parte d\u2019Italia, pi\u00f9 che altrove, la cautela tenda a prevalere sui dati oggettivi che le rilevazioni ufficiali testimoniano. Infatti, diverse fonti rilevano che le imprese e il mondo del lavoro hanno ripreso a sfornare segni positivi. Gli stessi indicatori di fiducia delle aziende portano il segno pi\u00f9 davanti. Le recenti festivit\u00e0 natalizie, il turismo e l\u2019avvio dei saldi hanno evidenziato esiti interessanti. A queste indicazioni, per\u00f2, si contrappongono altre ancora di segno negativo. Situazioni critiche e di difficolt\u00e0 emergono di continuo: crisi aziendali, licenziamenti, una disoccupazione comunque con percentuali pi\u00f9 elevate d\u2019un tempo. Tutto ci\u00f2 fa sostenere che non siamo ancora di fronte a una risalita dell\u2019intero sistema economico, che investe omogeneamente tutti i settori, ma \u00e8 a macchia di leopardo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-3345 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.communitymediaresearch.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/spesa_supermercato_carrello_gonews_it_3-300x200.jpg\" alt=\"spesa_supermercato_carrello_gonews_it_3-300x200\" width=\"300\" height=\"200\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.communitymediaresearch.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/Trentino-uscita-crisi.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Trentino, 30 gennaio 2016<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.communitymediaresearch.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/Alto-Adige-uscita-crisi.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Alto Adige, 30 gennaio 2016<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.communitymediaresearch.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/Mattino-PD-uscita-crisi.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Quotidiani Finegil, 31 gennaio 2016<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.communitymediaresearch.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/CorAlpi-uscita-crisi.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Corriere delle Alpi, 31 gennaio 2016<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.communitymediaresearch.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/Piccolo-uscita-crisi.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Il Piccolo, 31 gennaio 2016<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.communitymediaresearch.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/Messaggero-uscita-crisi.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Messaggero Veneto, 31 gennaio 2016<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">A situazioni di dinamicit\u00e0, fanno da contrappeso altre di criticit\u00e0. Ci\u00f2 non di meno, finalmente dopo lunghi anni di decrescita e depressione, pare che la macchina dell\u2019economia abbia ripreso a marciare. Ancora lentamente e in modo incerto. Tuttavia, come rivendica il premier Renzi e il Governo, diverse riforme sono state deliberate e sono in corso di attuazione, altre sono in cantiere. Quindi, la direzione \u00e8 perseverare nell\u2019azione riformatrice e imprimere fiducia per consolidare la ripresa. Questa sorta di manovra a tenaglia (riforme e fiducia) sconta per\u00f2 uno sfasamento temporale fra i dati dell&#8217;economia e la realizzazione delle riforme, da un lato; e, dall\u2019altro, le ricadute effettive e la percezione della popolazione sui benefici ottenuti. Quanto, dunque, degli esiti positivi testimoniati dai risultati economici si riverbera sulle percezioni dei cittadini? In che misura aiutano a percepire l\u2019uscita dal tunnel della crisi? La popolazione nordestina sembra avvertire un cambiamento di clima meno velocemente di quanto non accada realmente nel sistema produttivo (Community Media Research). Il motivo \u00e8 fornito da un mix di elementi. Per un verso, i mutamenti nei comportamenti legati ai consumi, che si sono fatti pi\u00f9 selettivi, hanno acconsentito di reggere meglio ai periodi di difficolt\u00e0 economica. Per altro verso, c\u2019\u00e8 una connaturata propensione al risparmio delle famiglie. Per altro ancora, l\u2019incertezza del quadro complessivo \u00e8 ancora elevata, contenendo la propensione al rischio. Cos\u00ec, se ancora oggi circa due nordestini su tre (64,3%) prevedono che ci vorr\u00e0 oltre 1 anno e mezzo per uscire dalla crisi, tuttavia nel 2014 a pensarla nello stesso modo era il 66,5%. Dunque, l\u2019orizzonte temporale del termine del tunnel \u00e8 rimasto sostanzialmente invariato, mentre nel resto del paese s\u2019\u00e8 ridimensionato (dal 68,2% del 2014 al 53,6%). All\u2019opposto, quanti ritengono che la ripresa economica sia gi\u00e0 in corso sono ancora una parte marginale (2,5%), in sostanziale stabilit\u00e0 con quanto rilevato nel 2014 (1,4%), mentre in Italia cresce dal 2,2% (2014) all\u20198,0%. Dunque, la prudenza non \u00e8 mai troppa, sembra essere il motto dei nordestini.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Volendo individuare un risultato di sintesi e analizzando pi\u00f9 approfonditamente gli esiti, otteniamo quattro profili di rispondenti rispetto all\u2019uscita dalla crisi. I \u201cpessimisti\u201d, che ritengono di porre il termine delle difficolt\u00e0 non prima della fine del 2017 (64,3%), costituiscono la maggioranza, in sostanziale sintonia con quanto rilevato nel 2014 (66,5%). Il pessimismo appare pi\u00f9 diffuso fra le generazioni pi\u00f9 giovani in ingresso sul mercato del lavoro (25-34 anni), i pensionati, gli operai e quanti vivono in Trentino Alto Adige. All\u2019opposto, gli \u201cottimisti\u201d analogamente rimane una quota stabile (9,0%, 9,1% nel 2014) e ritengono la ripresa gi\u00e0 in corso o, al pi\u00f9, vedono l\u2019uscita dal tunnel entro il termine del 2016. In questo gruppo incontriamo le generazioni pi\u00f9 giovani (fino a 34 anni), gli imprenditori. In particolare, gli abitanti del Friuli Venezia Giulia manifestano una maggiore attesa positiva. Il terzo gruppo \u00e8 rappresentato dai \u201ccauti\u201d (14,1%), unico a conoscere una crescita rispetto al 2014 (9,5%): attendono il termine della crisi entro 18 mesi, opinione diffusa fra i pi\u00f9 giovani (fino a 24 anni) e le casalinghe, fra i residenti del Friuli Venezia Giulia e del Veneto. Infine, la quota di \u201cincerti\u201d, chi non sa dare un termine temporale alla fine della crisi, e in leggero calo nel tempo (14,9%, 12,6% nel 2014).<\/p>\n<p>Accortezza e prudenza paiono connotare gli orientamenti verso il futuro da parte degli abitanti del Nordest. Quando usciremo effettivamente dal tunnel della crisi \u00e8 difficile prevederlo e nessuno \u00e8 in grado di prefigurarlo con esattezza. Perch\u00e9 l\u2019incertezza \u00e8 forse oggi una delle poche certezze di cui disponiamo. Ma in un orizzonte che muta cos\u00ec velocemente, a maggior ragione abbiamo necessit\u00e0 di fiducia, di un racconto e di un disegno del futuro del paese: da costruire con responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Daniele Marini<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 un atteggiamento guardingo quello della popolazione del Nordest verso il futuro, nonostante sistema produttivo e mercato del lavoro diano segnali di risveglio. 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