{"id":3233,"date":"2015-12-21T11:54:58","date_gmt":"2015-12-21T11:54:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.communitymediaresearch.it\/?p=3233"},"modified":"2026-01-19T18:49:42","modified_gmt":"2026-01-19T17:49:42","slug":"lastart-la-sindrome-dello-zero-virgola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.community.it\/en\/2015\/12\/21\/lastart-la-sindrome-dello-zero-virgola\/","title":{"rendered":"#lastart: la sindrome dello &#8220;zero virgola&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019Italia non \u00e8 pi\u00f9 il malato d\u2019Europa, come rivendica il premier Matteo Renzi. E diversi dati recenti \u2013 seppur timidamente \u2013 testimoniano un\u2019inversione di tendenza in corso: la fiducia dei consumatori e delle imprese, il mercato del lavoro, i distretti industriali e l\u2019export. Insomma, dopo anni di numeri con segni negativi, quelli positivi si affacciano da pi\u00f9 versanti. Esiti tutti da rinforzare, ancora deboli e discontinui, ma che incoraggiano nella strada intrapresa, tutta da consolidare. Ma se non siamo pi\u00f9 malati, tuttavia facciamo fatica a scrollarci di dosso la sindrome dello \u201czero-virgola\u201d. \u00c8 questa l\u2019impronta della fase attuale: la lentezza con cui ci stiamo risollevando. Sia chiaro, in Europa siamo in buona compagnia. Ma rispetto agli altri la nostra malattia ha un\u2019origine che affonda pi\u00f9 in l\u00e0 nel tempo, senza che alcuno sia stato capace per tempo di predisporre la cura necessaria. Cos\u00ec, oggi guarire dalla patologia \u00e8 pi\u00f9 complicato, richiede tempo: la convalescenza \u00e8, e sar\u00e0, lunga.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.communitymediaresearch.it\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Cattura.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-3235 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.communitymediaresearch.it\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Cattura-400x287.jpg\" alt=\"Cattura\" width=\"361\" height=\"259\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.communitymediaresearch.it\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/LaStampa-p.1.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">La Stampa p. 1, 21 dicembre 2015<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.communitymediaresearch.it\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/LaStampa-p.9.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">La Stampa p. 9, 21 dicembre 2015<\/a><\/p>\n<p>Testimonia bene questa situazione anche la ricerca sulle condizioni economiche degli italiani. La maggioranza degli interpellati (56,7%) ritiene che la situazione economica della propria famiglia sia peggiorata negli ultimi 5 anni. Ed \u00e8 un esito sostanzialmente analogo a quanto rilevato nel 2013 (57,9%). Cos\u00ec pure avviene per quel terzo (33,0%) che ha mantenuto una situazione invariata (era il 31,4% nel 2013) e il 10,3% che ha conosciuto, invece, un miglioramento (10,7% nel 2013). \u00c8 ovviamente presto per osservare le ricadute economiche sulle famiglie del nuovo corso da poco avviato, ci\u00f2 non di meno questo risultato induce a due prime valutazioni ambivalenti. La prima \u00e8 che l\u2019effetto di downsizing ha coinvolto una larga platea di italiani, polarizzando da un lato quanti hanno subito un declassamento (56,7%) e, dall\u2019altro, chi ha mantenuto inalterato o migliorato la propria condizione (43,7%). La seconda considerazione \u00e8 che negli anni di crisi la situazione \u00e8 rimasta sostanzialmente congelata: la malattia ha generato un ingessamento. Spostando l\u2019attenzione sul versante delle risorse disponibili in famiglia, qualche modesta indicazione positiva si scorge, ma l\u2019analisi \u00e8 analoga alla precedente. Il 57,4% ritiene il reddito familiare disponibile sufficiente a coprire le spese del mese (era il 56,1% nel 2013), mentre per poco pi\u00f9 di un terzo (36,8%) non lo \u00e8 (41,3% nel 2013).<\/p>\n<p>Sommando la valutazione sulla situazione economica a quella sul reddito mensile otteniamo un indicatore di sintesi che fotografa la condizione degli italiani. Il gruppo pi\u00f9 numeroso \u00e8 costituito dalle \u201cformiche\u201d (52,9%) in leggera crescita rispetto al 2013 (47,6%) ovvero da quanti hanno mantenuto la propria condizione e il reddito \u00e8 sufficiente a coprire le spese mensili. \u00c8 la quota di ceto medio che ha visto contrarsi il proprio potere d\u2019acquisto, attuando un comportamento ispirato alla sobriet\u00e0 e alla selettivit\u00e0 nei comportamenti d\u2019acquisto. Qui si colloca maggiormente la componente femminile, i pi\u00f9 giovani (meno di 24 anni) e i pi\u00f9 adulti (oltre 55 anni), i pensionati e gli studenti. Il secondo gruppo \u00e8 costituito dai \u201cdeprivati\u201d (31,0%), in timido calo rispetto al 2013 (35,0%). Sono famiglie che registrano un peggioramento della condizione economica e il reddito mensile \u00e8 insufficiente a sostenere le spese correnti. \u00c8 interessata soprattutto la quota maschile, la fascia d\u2019et\u00e0 centrale (45-54 anni), gli attivi sul lavoro e le casalinghe, chi ha un basso titolo di studio. Pi\u00f9 contenuti, e dal peso analogo, sono gli altri due gruppi: i \u201cbenestanti\u201d (8,0%, erano il 10,0% nel 2013) e gli \u201cerosi (8,1%, erano il 7,4% nel 2013). I primi sono quanti, a dispetto della crisi, hanno accresciuto la loro condizione economica negli ultimi 5 anni e il reddito mensile \u00e8 pi\u00f9 che sufficiente per le spese necessarie. All\u2019interno di questo gruppo incontriamo le fasce d\u2019et\u00e0 pi\u00f9 giovani (25-44 anni), dirigenti, tecnici e lavoratori manuali, chi risiede nel Nord Est e ha una laurea. I secondi comprendono chi ha una condizione economica analoga o migliore del passato, tuttavia il reddito non copre tutte le spese. In questo assieme annoveriamo i pi\u00f9 giovani (25-44 anni), i disoccupati e chi risiede nel Mezzogiorno.<\/p>\n<p>Qualche timido segnale positivo emerge. Ora che il clima di fiducia ha iniziato a prendere corpo, \u00e8 necessario contrastare la sindrome dello \u201czero-virgola\u201d che rischia di prolungare la convalescenza troppo a lungo. Soprattutto in un malato che \u00e8 da troppo tempo ingessato e fatica a rialzarsi. Le cure sono note. Serve un medico che intervenga con decisione.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Daniele Marini<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019Italia non \u00e8 pi\u00f9 il malato d\u2019Europa, come rivendica il premier Matteo Renzi. 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