{"id":2565,"date":"2015-07-27T07:36:16","date_gmt":"2015-07-27T07:36:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.communitymediaresearch.it\/?p=2565"},"modified":"2026-01-19T18:49:59","modified_gmt":"2026-01-19T17:49:59","slug":"lastjobs-italiani-e-la-riforma-del-jobs-act","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.community.it\/en\/2015\/07\/27\/lastjobs-italiani-e-la-riforma-del-jobs-act\/","title":{"rendered":"#lastjobs: Italiani alle prese con la riforma del Jobs Act"},"content":{"rendered":"<p>Quando guardiamo al tema del lavoro \u00e8 come se fossimo affetti da strabismo. Fatichiamo a mettere a fuoco l\u2019oggetto. Non abbiamo le lenti adeguate ad analizzare correttamente il fenomeno. Perseveriamo a utilizzare gli stereotipi del passato. Fuor di metafora, il tema del lavoro e dei suoi cambiamenti (organizzativi e culturali) non \u00e8 stato pi\u00f9 rivisitato in modo complessivo dopo la fine del mito della classe operaia. Il lavoro si \u00e8 disarticolato, \u00e8 diventato flessibile, diffuso. Sono mutate profondamente le mansioni e le professioni. Ma anche i significati attribuiti dai soggetti. Tuttavia, ogni volta che, in particolare in Italia, si tocca il tema delle regole del lavoro \u2013 com\u2019\u00e8 accaduto anche con la riforma del Jobs Act \u2013 scattano meccanismi difensivi \u201ca prescindere\u201d. Parafrasando il titolo di un famoso libro di Aris Accornero, si potrebbe sostenere che pensiamo ancora al \u201cLavoro come ideologia\u201d (Mulino, 1981). E quando assume questa connotazione, si creano dei tab\u00f9, per definizione intoccabili. Non sono possibili mediazioni: il discorso pubblico sulla riforma, cui abbiamo assistito nei mesi scorsi, spesso \u00e8 stato un terreno di scontro ideologico, pi\u00f9 che un confronto reale di idee. Poco realismo e molta dottrina.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-2567 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.communitymediaresearch.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/operai-fabbrica-shutterstock-48430492-400x267.jpg\" alt=\"operai-fabbrica-shutterstock-48430492\" width=\"325\" height=\"217\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.communitymediaresearch.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/La-Stampa-p.-16.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">La Stampa 27 luglio 2015<\/a><\/p>\n<p>Focalizzati solo sulle regole, si perdono di vista le trasformazioni produttive e, in particolare, il valore assegnato al lavoro. Se assumiamo questo punto di vista, allora scopriremmo che la flessibilit\u00e0 (diversa dalla precariet\u00e0), la ricerca di realizzazione personale, l\u2019idea del lavoro vissuto come percorso di crescita professionale pi\u00f9 che come posto fisso, sono dimensioni centrali nelle aspirazioni delle persone. Scopriremo che alcuni dei vecchi tab\u00f9 sul lavoro si sono trasformati. Su questi temi, Community Media Research ha avviato un percorso di ricerca. In questa prima puntata prenderemo in considerazione non solo la conoscenza, ma soprattutto quanto le misure introdotte dal Jobs Act corrispondano anche agli orientamenti della popolazione.<\/p>\n<p>In primo luogo, la riforma sul mercato del lavoro \u00e8 stata seguita, in modo pi\u00f9 o meno approfondito, dal 70,8% degli italiani. Dunque, una riforma il cui impatto ha coinvolto larga parte della popolazione, in particolare la componente maschile e persino i pi\u00f9 giovani che, fra tutti, sono quelli che in proporzione maggiore hanno seguito in modo approfondito il tema. Fra i lavoratori, il dibattito sulla riforma ha coinvolto pi\u00f9 gli imprenditori (80,2%) e i tecnici (78,9%), meno gli operai (68,4%). Ma \u00e8 soprattutto fra gli elettori di Centro (87,4%), Centrosinistra (81,0%) e Sinistra (78,4%) che il Jobs Act ha avuto il maggior seguito. Ovvero in quell\u2019area culturale dove il tema del lavoro costituisce un aspetto identitario radicato.<\/p>\n<p>In secondo luogo, le opinioni della popolazione si polarizzano quando si valuta chi sarebbe avvantaggiato dall\u2019attuazione del Jobs Act. Da un lato, poco pi\u00f9 di un terzo (37,3%) ritiene che sia egualmente vantaggiosa per le imprese e per i lavoratori. Dall\u2019altro, una quota di poco inferiore (33,6%) pensa che avvantaggi soprattutto le aziende. Ci\u00f2 che \u00e8 certo \u00e8 che pochi la percepiscono svantaggiosa per tutti (9,2%) e, ancor meno, favorevole solo per i lavoratori (3,0%). Quindi, una (leggera) maggioranza intravede benefici per entrambe le parti in causa. Come a dire che la riforma costituisce un buon punto di mediazione fra interessi diversi. Ma l\u2019opinione pubblica, posta di fronte alla scelta se il Jobs Act sia positivo pi\u00f9 per le imprese o per i lavoratori, sceglie le prime. Analizzando le condizioni professionali, fra gli imprenditori prevale chi vede vantaggi egualmente distribuiti (46,9%). Fra i dirigenti e i tecnici, invece, la bilancia dei benefici si equipara (38,4% per tutti; 37,6% per le imprese); mentre fra gli operai pende a favore delle imprese (38,2%) pi\u00f9 che per tutti (32,0%). Ma sono le collocazioni politiche a dividere maggiormente. Una visione favorevole solo per le imprese accomuna prevalentemente gli elettori delle due ali estreme dello schieramento politico (Destra: 29,5%; Sinistra: 51,6%), cos\u00ec come anche una visione totalmente negativa del Jobs Act (Destra: 21,1%; Sinistra: 7,3%). Viceversa, i favorevoli a un\u2019equa distribuzione di vantaggi sono gli elettori di Centro (61,6%) e di Centrosinistra (52,6%). Cos\u00ec, gli elettori di Destra\/Centrodestra, che per\u00f2 meno di altri conoscono la riforma, prevedono ricadute negative per tutti o al pi\u00f9 favorevoli solo alle imprese. Viceversa, nel campo della Sinistra\/Centrosinistra il Jobs Act \u00e8 divisivo, polarizza gli animi fra chi vede vantaggi per tutti (Centrosinistra) e chi solo per le imprese (Sinistra). Dunque, sono ancora le appartenenze politico-culturali a discriminare gli orientamenti sul lavoro.<\/p>\n<p>Proprio per aggirare la vischiosit\u00e0 di un approccio ideologico o pregiudizievole, agli interpellati sono state poste alcune affermazioni che, nei fatti, traducono le misure del Jobs Act (quelle pi\u00f9 controverse) senza per\u00f2 farne esplicita menzione. Con l\u2019obiettivo di catturare se e in che misura vi fosse coerenza fra gli orientamenti della popolazione e le riforme approvate. In generale, mediamente oltre il 75% approva che si possa cambiare mansione pur di mantenere il lavoro (77,5%), che vi siano tutele crescenti con un\u2019assunzione a tempo indeterminato (76,3%), che in caso di licenziamento sia meglio ricevere un indennizzo economico, piuttosto che essere reintegrati nello stesso posto di lavoro (77,5%). Cambio di mansione, tutele crescenti, superamento dell\u2019articolo 18 non appaiono pi\u00f9 un tab\u00f9. Sommando i punteggi ottenuti dalle diverse risposte \u00e8 possibile creare una misura di sintesi degli orientamenti (impliciti) verso il Jobs Act, cui aderisce in linea di principio oltre l\u201980% degli italiani. Il gruppo prevalente \u00e8 degli \u201cInclini al JAct\u201d (51,4%) ovvero di chi approva quasi tutte le misure introdotte. Sono seguiti dagli \u201cYES JAct\u201d (29,4%) i quali le approvano in toto. All\u2019opposto, il 17,1% valuta in modo prevalentemente negativo la riforma (Restii al JAct) e solo il 2,1% \u00e8 totalmente contrario (NO JAct). Va sottolineato come fra quest\u2019ultimi si trovino soprattutto i collocati politicamente a Sinistra (36,7%), ma nel contempo ben il 63,3% fra questi sia in generale d\u2019accordo con le riforme approvate del Jobs Act.<\/p>\n<p>Sui temi del lavoro grava ancora un\u2019ingessatura culturale che impedisce una discussione pragmatica. Che affronti i problemi reali senza per questo negare il valore e la dignit\u00e0 del lavoro. Perch\u00e9 nel frattempo, il mondo della produzione \u00e8 cambiato e con esso gli orientamenti dei lavoratori. Ma non altrettanto sembrano aver fatto le culture politiche. E il Jobs Act interpreta le tensioni al cambiamento della popolazione ben pi\u00f9 di quanto le discussioni pubbliche lascino intendere.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Daniele Marini<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando guardiamo al tema del lavoro \u00e8 come se fossimo affetti da strabismo. Fatichiamo a mettere a fuoco l\u2019oggetto. Non abbiamo le lenti adeguate ad analizzare correttamente il fenomeno. Perseveriamo&#8230;<\/p>","protected":false},"author":5,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"inline_featured_image":false,"footnotes":""},"categories":[8],"tags":[9,7,114,99,115,50],"class_list":{"0":"post-2565","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","6":"category-sondaggi","7":"tag-futuro","8":"tag-italiani","9":"tag-jobs-act","10":"tag-lavoro-2","11":"tag-riforma-lavoro","12":"tag-societa-2"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.community.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2565","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.community.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.community.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.community.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.community.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2565"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.community.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2565\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13000,"href":"https:\/\/www.community.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2565\/revisions\/13000"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.community.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2565"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.community.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2565"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.community.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2565"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}