{"id":1272,"date":"2013-08-20T14:25:55","date_gmt":"2013-08-20T14:25:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.communitymediaresearch.it\/?p=374"},"modified":"2026-01-19T18:50:40","modified_gmt":"2026-01-19T17:50:40","slug":"come-cambiano-gli-stili-di-consumo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.community.it\/en\/2013\/08\/20\/come-cambiano-gli-stili-di-consumo\/","title":{"rendered":"Come cambiano gli stili di consumo"},"content":{"rendered":"<p>Fortunatamente, le famiglie italiane sono meglio patrimonializzate, meno esposte ai venti della finanza e pi\u00f9 dedite al risparmio (rif. post \u201cFormiche, benestanti, erosi e deprivati: la fotografia degli italiani\u201d del 1 luglio). Ci\u00f2 non di meno, per converso, quanti non hanno diminuito la propensione al consumo pur in presenza di minori risorse (erosi: 7,4%) e soprattutto quanti hanno conosciuto una diminuzione sia delle risorse economiche, che dei consumi (deprivati: 35,0%), costituiva una quota minoritaria, ma decisamente consistente. Ma quali sono gli stili di consumo prevalenti della popolazione? Le opinioni degli interpellati si dividono quasi omogeneamente di fronte alla tipologia di consumo. Da un lato, una maggioranza relativa (53,7%) attribuisce agli oggetti acquistati un valore di esclusivit\u00e0: si cercano prodotti posseduti da pochi, che differenzino e, quindi, identifichino chi ne \u00e8 dotato agli occhi degli altri. \u00c8 il bisogno di non risultare massificati, \u00e8 la ricerca della personalizzazione del prodotto. Manifestano una simile propensione, in particolare, le giovani generazioni, quanti hanno un titolo di studio medio-alto, in attivit\u00e0 lavorativa e con un orientamento al risparmio spiccato. Dall\u2019altro lato, un gruppo minoritario, ma nutrito (46,3%), attribuisce agli oggetti posseduti un valore di comunanza: cercano oggetti che possiedono anche amici e colleghi.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.communitymediaresearch.it\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/carrello-spesa-crisi-ok.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-382 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.communitymediaresearch.it\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/carrello-spesa-crisi-ok-285x300.jpg\" alt=\"SUPERMARKET SIZE. 60MBORIGINAL 6X7SERGIO JORGE\" width=\"241\" height=\"254\" \/><\/a><\/p>\n<p>Consumare \u00e8 un rito collettivo, avere un determinato oggetto \u00e8 un modo per percepire di appartenere a una comunit\u00e0, a un gruppo. \u00c8 interessante osservare come tale propensione alberghi maggiormente presso le generazioni pi\u00f9 adulte, piuttosto che fra i giovani: quelle cresciute nella fase espansiva dei consumi, dove gli oggetti rappresentavano il raggiungimento di un miglioramento economico, l\u2019idea di appartenere a gruppi sociali benestanti. Oltre a questi due modi prevalenti di interpretare gli oggetti del consumo, si avverte un mutamento soprattutto nella sua declinazione. Certo, la crisi influenza nettamente i comportamenti: la quasi totalit\u00e0 (94,4%) compra prevalentemente prodotti che servono, senza badare al fatto che siano alla moda o meno; i nove decimi (91,5%) degli interpellati dichiara di prestare molta attenzione a risparmiare quando fa acquisti; poco pi\u00f9 di quattro interpellati su cinque (82,5%) ritiene di comperare oggetti in modo razionale e non guidati dall\u2019istinto. Dunque, uno stile di consumo pragmatico, essenziale, poco disposto al superfluo. Un orientamento rintracciabile \u2013 in questi periodi \u2013 nei confronti delle vendite con i saldi. Diversamente da un tempo, non necessariamente un prodotto a prezzo ribassato viene acquistato per mera convenienza, ma \u00e8 anch\u2019esso valutato attentamente. Un motivo di tale orientamento origina da un maggior peso assegnato alla qualit\u00e0 nella scelta. Quasi i quattro quinti degli intervistati (78,1%) attribuiscono a questa dimensione un\u2019importanza decisiva: si preferisce possedere pochi oggetti, ma di qualit\u00e0, piuttosto che molti, ma senza badare alla loro qualit\u00e0. La ricerca di prodotti che abbiano un valore intrinseco sembra essere il criterio prevalente e diffuso presso la popolazione.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fortunatamente, le famiglie italiane sono meglio patrimonializzate, meno esposte ai venti della finanza e pi\u00f9 dedite al risparmio (rif. post \u201cFormiche, benestanti, erosi e deprivati: la fotografia degli italiani\u201d del&#8230;<\/p>","protected":false},"author":5,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"inline_featured_image":false,"footnotes":""},"categories":[8],"tags":[25,22,26,27],"class_list":{"0":"post-1272","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","6":"category-sondaggi","7":"tag-appartenenza","8":"tag-consumi","9":"tag-qualita","10":"tag-stili-di-consumo"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.community.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1272","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.community.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.community.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.community.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.community.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1272"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.community.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1272\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13098,"href":"https:\/\/www.community.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1272\/revisions\/13098"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.community.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1272"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.community.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1272"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.community.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1272"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}